DI DAMIANA NELLA RICCARDI
Anche quest’anno ci ritroviamo a vivere attraverso dipinti e versi questo Sacro e Dissacro. Evento pluriennale fortemente voluto da Damiano Bove presidente dell’associazione culturale MO’ HEART oltre che coordinatore del tutto.

Ma oggi per me diventa sinceramente difficile far quadrare un cerchio che in questo 2026 appare ancora più arduo da chiudere, tenuto conto della complessa e dolorosa situazione in cui ci troviamo;
Infatti, senza guardare a quei Riti che da noi precedono la S Pasqua, diventa difficile allontanare il pensiero da espressioni simili a quelle riportate nella Bibbia e attribuite a Samuele nei versetti 2-3 e che testualmente riporto “Così dice il Signore Dio degli eserciti Va dunque e colpisci Amelek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non risparmiarlo ma uccidi uomini donne bambini lattanti buoi capre e cammelli” linguaggio questo, che serve a quanti da vittime sono diventati carnefici, riducendo Dio a strumento ideologico per giustificare la loro sete di potere con stragi, genocidi, e diaspore, in un mondo che sembra non tenere conto che, la dolorosa esperienza storica vissuta da un popolo, non può in alcun modo giustificare azioni simili contro altri popoli;
E quindi mi chiedo come possa essere possibile per quanti tuttora vivono gli embarghi, la violenza e le uccisioni indiscriminate riuscire ancora a credere nella Sacralità della Pasqua.
Ed è proprio per questo che, oggi più che mai, l’immagine di quel Cristo fattosi Uomo compassionevole, generoso, misericordioso si scontra con una delle più terribili e temute domande umane e forse il più potente atto di accusa contro di LUI cioè “Come possa, Colui che per noi morì inchiodato su di una croce, assistere impassibile difronte a tanto dolore, spietatezza e disumanità!
A questo punto la forte tensione tra Rinascita Pasquale e realtà quotidiana appare assolutamente dissacrante, in quanto legata alle oggettive difficoltà che ne oscurano il Suo vero valore Spirituale poiché ci si accorge che oggi in questo mondo, ormai dominio dell’Angelo Caduto, il male regna sovrano.
Ma perché esso non sia ancora vittorioso, ascoltiamo il grido dei tanti che invocano pietà per se stessi e i loro figli innocenti e facciamo in modo che la passione di Gesù Cristo non resti o diventi una inutile leggenda ma abbia invece un significato più profondo e incisivo ricordando (non solo in questo periodo) che essa fu vissuta perché l’Umanità fosse liberata da odio violenza e ogni tipo di oppressione.
Per cui, perché la festività a cui andiamo incontro vada interpretata come un immenso si alla vita facciamo in modo che la nostra compassione e la nostra fede aiutino la Festa della Pace e della Resurrezione qual è appunto la Santa Pasqua, a contrapporsi a questi tempi tanto terribili, diventando così una vera rinascita collettiva.















