Si è chiusa con successo, ieri, la prima mostra personale della giovanissima artista bitontina Roberta Ricatti nella meravigliosa cornice della casa delle arti Mariarte.
“A passi di tigre” non è stata solo un percorso visivo, ma soprattutto un viaggio interiore: un invito a guardare oltre le ferite e a scoprire come dal dolore possano nascere forme nuove di bellezza.
«L’idea nasce da un’urgenza interiore, dal bisogno di fermare sulla tela emozioni ed esperienze che non potevano restare chiuse dentro di me -ha raccontato l’artista-. Per anni ho dipinto in silenzio, quasi come fosse un diario privato, ma ad un certo punto ho sentito che quelle immagini non appartenevano più solo a me. Dovevano incontrare lo sguardo degli altri, trovare una risonanza in chi, osservandole, si sarebbe potuto riconoscere. Questa prima personale è il mio atto di coraggio: aprire la porta del mio mondo e condividerlo».
L’impatto delle sue tele, del suo vissuto, aprendo le porte di Mariarte è forte. Il nero, i cerchi concentrici, le maschere che comunicano pensieri, una cicatrice in foto, un volto coperto da una maschera, un pagliaccio e poi ancora una tigre. Viene naturale chiedersi in quale mondo ci si è immersi e più ci si pone questa domanda e più si viene attratti da esso. Ed è allora che a piccoli passi parte questo viaggio con Roberta, tela dopo tela.
Il nome scelto per l’esposizione non è casuale, «la tigre è forza, eleganza, istinto e resistenza. ‘A piccoli passi di tigre’ non significa camminare con prepotenza, ma avanzare con determinazione, senza paura di lasciare impronte profonde». Ogni tela diventa così una tappa di un percorso fatto di fragilità e rinascite, in cui l’animale-simbolo accompagna l’artista come guida interiore.
Il filo rosso delle opere è un messaggio di resilienza: «anche dalle ferite può nascere bellezza». Attraverso colori e forme, l’artista racconta la capacità di trasformare il dolore in un terreno fertile da cui germogliano nuove prospettive. «Le mie opere parlano di resilienza, di trasformazione e della capacità di ogni essere umano di riscrivere la propria storia, anche quando sembra segnata».
Ci sono esistenze che attraversano soglie invisibili, luoghi nascosti in cui tutto sembra fermarsi ma da cui si può tornare con uno sguardo diverso. Quanto può essere segnata una vita? Forse quanto più riesce a trasformare la ferita in forza. Siamo ciò che viviamo, sì, ma anche ciò che scegliamo di diventare dopo. In questo percorso, l’arte diventa voce, memoria, rinascita. E condividere il sé — come ha fatto Roberta Ricatti — non è solo raccontarsi: è offrire agli altri un varco, uno specchio, una possibilità di sentire e riconoscersi.
I cerchi concentrici, presenti in molte delle sue opere, rappresentano i cicli della vita, la continuità e il ritorno di ogni esperienza che lascia tracce ed espansioni. Lo sfondo nero, invece, è profondità: non assenza, ma spazio interiore in cui tutto accade, buio necessario perché la luce emerga più intensa. Quella stessa luce che si percepisce negli occhi dell’artista, come ha raccontato chi l’ha incontrata di persona durante l’inaugurazione della mostra lo scorso 28 settembre.
Autodidatta, l’artista ha trovato nella pittura il linguaggio più autentico per raccontare sé stessa. La sua formazione non è accademica, ma plasmata dalle esperienze vissute: un alternarsi di dolore e rinascita che ha reso la pittura un mezzo di sopravvivenza, oltre che di espressione. Dopo alcune collettive, questa personale rappresenta il primo vero momento di esposizione totale, un atto di vulnerabilità e al tempo stesso di forza.
Una mostra che lascia un segno. Per l’artista si è trattato di un’esperienza intensa e indimenticabile. «Vedere persone emozionarsi davanti alle mie tele – ha concluso Roberta-, riconoscersi in esse o semplicemente lasciarsi attraversare dai colori, è stato il dono più grande». Con “A passi di tigre”, Mariarte, perciò, ha offerto lo spazio per un viaggio non solo artistico ma anche umano, in cui il linguaggio dell’arte si è fatto testimonianza di vita, trasformazione e rinascita.
















