Per il 25 aprile di quest’anno, l’Anpi, con il patrocinio del comune di Bitonto, ha scelto di portare su Corso Vittorio Emanuele una mostra dedicata alle donne della Resistenza e a tutte quelle donne che, in ogni parte del mondo, hanno lottato e lottano ancora oggi per la libertà, la giustizia, i diritti e la pace.
Non una scelta simbolica o ornamentale, ma una scelta politica e morale precisa: «Mettere al centro i volti, le storie e il coraggio di chi ha sfidato fascismi, oppressioni, guerre e discriminazioni. Donne che hanno pagato sulla propria pelle il prezzo della libertà e che rappresentano ancora oggi i valori più alti della nostra democrazia.
Sono gli stessi valori sui quali si fonda la Resistenza italiana e sui quali è nata la nostra Costituzione antifascista.
Per questo, quanto accaduto è un fatto grave».
Ignoti hanno vandalizzato la mostra, smantellando i pannelli e gettandoli in giardini recintati, uno dei quali adiacente alla sede comunale: «Non è soltanto un atto contro dei materiali espositivi: è un gesto vigliacco contro la memoria, contro la cultura democratica, contro il significato stesso del 25 aprile».
Colpire quei volti significa tentare di colpire ciò che rappresentano: la libertà di esprimersi, il diritto alla memoria, il rifiuto dell’odio e dell’autoritarismo.
L’Anpi e l’amministrazione comunale condannano con fermezza questo episodio e annunciano che verrà presentata denuncia alle autorità competenti affinché siano individuati i responsabili: «Di fronte a questi gesti non arretriamo. Perché la memoria non si intimidisce, la libertà non si smonta e l’antifascismo continua a vivere nelle piazze, nelle coscienze e nella partecipazione democratica di chi crede ancora in un Paese fondato sulla dignità, sulla giustizia e sulla libertà».


















