Un intreccio di memoria, dolore e rinascita: è questo il significato dell’opera che la pittrice e docente barlettana Antonella Palmitessa ha donato alla Questura di Bari, su richiesta del dirigente del Reparto Prevenzione Crimine, dott. Antonio Procacci. La tela, carica di simboli, ricorda i due agenti Gabriele Schino e Adriano Epifani, caduti in servizio 15 anni fa lungo la statale 156, in un tragico incidente stradale che segnò la comunità civile e quella della Polizia di Stato.
La composizione artistica racconta una duplice tensione: il dolore della perdita, evocato dal tramonto, e la forza della vita che rinasce, rappresentata dall’Aquila Turrita della Polizia di Stato che domina la scena. Al centro, un albero della vita, le cui radici affondano nella memoria dei due operatori scomparsi: i loro volti, inizialmente non previsti, sono stati inseriti dall’artista per rendere omaggio all’orgoglio e alla purezza di chi indossava la divisa. Dai rami dell’albero i frutti sono colti da due bambini, immagine delle nuove generazioni che si nutrono del sacrificio di chi ha servito lo Stato fino all’estremo.
«Non si trattava soltanto di ricordare due uomini caduti – ha spiegato Palmitessa – ma di creare una realtà onirica dal forte contenuto simbolico, capace di trasmettere la circolarità virtuosa che nasce dal dolore e diventa speranza, forza e vita».
Il ricordo va a quel pomeriggio di settembre, quando gli agenti del Reparto Prevenzione Crimine si stavano recando a Bitonto per un servizio straordinario di controllo, disposto dal Prefetto dopo i gravi episodi di mala che avevano insanguinato l’estate. Gabriele Schino, 55 anni, padre da poche settimane per la seconda volta, e l’assistente capo Adriano Epifani, 37enne di Seclì (Lecce), sposato e con un figlio, persero la vita sul colpo, insieme a Mariangela Labianca, 21 anni, giovane madre bitontina che viaggiava con la sua auto sulla stessa strada. Ferito gravemente il terzo agente a bordo, Filippo De Maso, 45 anni di Bari, che riuscì a sopravvivere dopo un delicato intervento chirurgico. La dinamica dell’incidente, che vide la vettura di servizio impattare contro la Peugeot della ragazza e ribaltarsi più volte fino a finire in un uliveto, segnò profondamente l’opinione pubblica.
A distanza di 15 anni, la nuova tela non è soltanto un atto di commemorazione, ma un segno tangibile di eredità e continuità. «Il sacrificio dei nostri uomini – ha commentato Procacci – non si spegne nel ricordo, ma diventa seme di vita e di fiducia nello Stato».

Il reparto ha omaggiato l’artista con una targa “Con profonda ed immensa gratitudine per l’estro artistico, l’entusiasmo e la gratuità con cui ha voluto omaggiare questo Reparto e i suoi Caduti”.

















