In occasione della tradizionale cerimonia di discesa delle sacre immagini dei Santi Medici nell’ultima domenica di giugno, in prossimità della festa liturgica (26 settembre) ed esterna (terza domenica di ottobre), per la prima volta nella storia il parroco-rettore don Gaetano Coviello ha pensato bene di introdurre due nuovi cambiamenti nel presbiterio, che sono stati benevolmente accolti dai bitontini, fedeli, pellegrini e visitatori.
La prima novità riguarda la collocazione di un grande crocifisso ligneo del XX secolo sulla sommità dell’altare maggiore (dinanzi alla teca dei Santi Medici), il secondo cambiamento: le sacre immagini dei Santi Medici sono state posizionate sul lato destro dell’altare (nei pressi del sarcofago tombale del vescovo mons. Aurelio Marena), entrambi arricchiti con addobbi floreali e ben illuminati da faretti.
Alle spalle del crocifisso è stato allestito un sontuoso parato di stoffa panno di colore bianco, mentre dietro le sacre immagini dei Santi Medici un parato di stoffa di seta di colore giallo, sulla sommità sormonta una colomba con un raggio di luce (simbolo teologico dello Spirito Santo) che dona il potere taumaturgico ai venerabili e gloriosi Santi Medici.
Il grande crocifisso del XX secolo intagliato in ciliegio, è opera dalla scultrice romana Ferretta, esso rievoca e celebra la regalità e la gloria di Gesù Cristo, lo sguardo di Gesù morente è rivolto verso il basso, perché il Cristo guarda tutti i fedeli, che ricorrono davanti al crocifisso in atteggiamento di umiltà e di preghiera per ricevere la sua protezione.
Plauso quindi all’iniziativa del parroco rettore per invitare i fedeli a capire sempre di più il messaggio salvifico della croce, per una scelta d’amore e di redenzione, perché il crocifisso assume un ruolo centrale come simbolo cristiano di fede e speranza.
A confermare tale messaggio salvifico ed evangelico all’ingresso della Basilica Pontificia dei Santi Medici sede giubilare, è affisso in alto sulla porta d’ingresso (lato destro) lo stemma episcopale dell’arcivescovo di Bari-Bitonto monsignor Giuseppe Satriano, si nota nel centro dello stemma l’incisione di una croce gemmata, che indica il mistero pasquale: la morte e risurrezione di Cristo.
Le relative notizie storiche del crocifisso ligneo del XX secolo sono riportate nel pregevole volume “Il carisma del vescovo mons. Aurelio Marena (1950-1978) nella Basilica Pontificia dei Santi Medici Cosma e Damiano”, introduzione di mons. Vito Piccinonna vescovo di Rieti, di cui è autore il professor Giuseppe Cannito presidente emerito dell’Arciconfraternita Immacolata Concezione, con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bitonto, dell’Arciconfraternita Immacolata Concezione Patrona di Bitonto.
Queste due belle intuizioni di don Gaetano Coviello di riqualificare per la prima volta nella storia il presbiterio, con l’allestimento di un grande crocifisso ligneo che campeggia sull’altare maggiore, che è ben visibile da ogni parte della Basilica, manifesta la profonda fede nella centralità del mistero della croce in tutta la tradizione cristiana, questo cambiamento liturgico è stato apprezzato con entusiasmo dai bitontini, fedeli, pellegrini e visitatori.
















