In prossimità della novena, della solennità liturgica (26 settembre), della festa esterna detta “intociata” (terza domenica di ottobre) e dell’ottava sagra dei Santi Medici (ultima domenica di ottobre); il parroco-rettore don Gaetano Coviello ha pensato bene di abbellire e arricchire con un nuovo arredo sacro liturgico il presbiterio in Basilica, come tema mediceo ha indetto: “I Santi Medici martiri della pace”.
La prima novità riguarda la collocazione di un grande crocifisso ligneo del XX secolo sulla sommità dell’altare maggiore (dinanzi alla teca dei Santi Medici), la seconda riguarda le sacre immagini dei Santi Medici che sono state posizionate sul lato destro dell’altare su un palco trono a gradone (nei pressi del sarcofago tombale del vescovo mons. Aurelio Marena).
Alle spalle del crocifisso è stato allestito un sontuoso parato di stoffa panno di colore bianco, sulla sommità una fascia rettangolare di colore giallo, mentre dietro le sacre immagini dei Santi Medici un parato di stoffa di seta di colore giallo, ai bordi una fascia rettangolare di color rosso porpora, ai bordi una fascetta di colore giallo, entrambi arricchiti con addobbi floreali e ben illuminati da faretti.
Il grande crocifisso del XX secolo intagliato in ciliegio, è opera dalla scultrice romana Ferretta, esso rievoca e celebra la regalità e la gloria di Gesù Cristo, lo sguardo di Gesù morente è rivolto verso il basso, perché il Cristo guarda tutti i fedeli, che ricorrono davanti al crocifisso in atteggiamento di umiltà e di preghiera per ricevere la sua protezione.
A confermare il messaggio salvifico ed evangelico all’ingresso della Basilica Pontificia dei Santi Medici divenuta sede giubilare indetta da Papa Leone XIV è affiso in alto sulla porta d’ingresso (lato destro) lo stemma episcopale dell’arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto mons. Giuseppe Satriano, si nota nel centro dello stemma l’incisione di una croce gemmata, che indica il mistero pasquale: la morte e risurrezione di Cristo.
Plauso all’iniziativa del parroco rettore per invitare i fedeli a capire sempre di più il messaggio biblico e salvifico della croce, per una scelta d’amore e di redenzione, perché il crocifisso assume un ruolo centrale come simbolo cristiano di fede e speranza.
Le relative notizie storiche del crocifisso ligneo del XX secolo e delle sacre immagini dei Santi Medici di fattura napoletane del XVIII secolo sono riportate nel pregevole volume Il carisma del vescovo mons. Aurelio Marena (1950-1978) nella Basilica Pontificia dei Santi Medici Cosma e Damiano, prefazione di mons. Vito Piccinonna vescovo di Rieti, di cui è autore il prof. Giuseppe Cannito presidente emerito dell’Arciconfraternita Immacolata Concezione, con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bitonto, dell’Arciconfraternita Immacolata Concezione Patrona di Bitonto.
Quest’anno i bitontini, i fedeli e i pellegrini recandosi dinanzi all’altare dei Santi Medici nel venerare con sentimenti gioiosi le sacre immagini dei Santi Medici noteranno per la prima volta nella storia (lato sinistro) due belle opere d’arte sacre volute con tenacia e dedizione dal parroco-rettore don Gaetano Coviello per il completamento dell’arredo sacro liturgico nel presbiterio in Basilica.
La prima novità riguarda la collocazione della sacra immagine dell’Immacolata Concezione del XXI secolo molto cara ai fedeli, la seconda riguarda una nuova pregevole opera d’arte sacra: il Battistero, che venne benedetto l’8 febbraio 2026 da mons. Giuseppe Satriano arcivescovo di Bari-Bitonto e da mons. Francesco Savino vescovo di Cassano all’Jonio e vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Il Battistero è stato realizzato in marmo di Apricena a forma ottagonale richiamando uno dei simboli più autentici della fede cristiana, il fonte battesimale non è solo una pregevole opera d’arte sacra contemporanea, ma indica teologicamente un luogo liturgico e sacramentale che genera nella chiesa nuovi figli alla fede cristiana attraverso il sacramento del Battesimo.

















