Mercoledì 24 giugno, al chiosco della villa comunale, l’associazione B&B Bitonto Ets promuove un incontro con titolari di b&b, esercenti, ristoratori e organizzatori di eventi. L’obiettivo è allargare la rete, mettere insieme domanda e offerta, raccogliere le istanze degli operatori e non lasciare soli visitatori e attività di fronte alle emergenze quotidiane.
Un appuntamento che arriva anche dopo la disavventura di Stephanie, la turista tedesca arrivata a Bitonto per dormire prima del concerto di Vasco Rossi e ritrovatasi senza auto dopo la rimozione per il lavaggio stradale. Una vicenda che, secondo Pietro Sicolo, presidente dell’associazione B&B Bitonto Ets, non sarebbe un caso isolato. E che lo porta a partire da una premessa: «Come bitontino mi scuso per la figuraccia che abbiamo fatto».
Secondo Sicolo, episodi simili accadono più spesso di quanto si immagini. Il problema nasce da una somma di fattori: i cantieri nel centro cittadino hanno ridotto i posti auto disponibili e la segnaletica, in una città che ambisce a essere turistica, non è sempre adeguata né bilingue. «Le strutture associate alla nostra rete informano regolarmente gli ospiti sui divieti legati al lavaggio stradale», precisa Sicolo, «ma non posso garantire che questo avvenga ovunque».
«Spesso siamo costretti ad accompagnare noi i visitatori al deposito di Bitritto per recuperare le auto rimosse», spiega Sicolo. Un percorso che può richiedere ore: prima bisogna capire dove sia finito il mezzo, poi passare dalla Polizia locale, pagare la contravvenzione e infine raggiungere il deposito.
Per un turista il disagio può trasformarsi anche in una spesa pesante. Se si aggiunge il costo di un taxi tra Bari, Bitonto e Bitritto, oltre alla multa e al deposito, il conto può avvicinarsi ai 300 euro. Non va meglio ai residenti: chi dimentica il giorno del lavaggio e non riesce a ritirare subito l’auto rischia di pagare più giorni di custodia.
A complicare ulteriormente la situazione c’è anche il cantiere di piazza Moro: con lo spostamento dei posti auto nell’area accanto a piazza Marconi, i pullman turistici spesso non sanno più dove sostare.
Per Sicolo, però, il tema parcheggi è solo una parte di una questione più ampia: Bitonto riceve turisti, ma non sempre riesce a trattenerli. «A maggio e giugno abbiamo lavorato tanto», osserva, «ma molti restano tre o quattro notti e usano Bitonto come punto d’appoggio, perché più economica, per visitare altre città. Altri dormono poche ore prima di andare in aeroporto».
Mancano, secondo l’associazione, strumenti capaci di trasformare il passaggio in permanenza: informazioni coordinate, servizi, indicazioni per gruppi organizzati o croceristi, una comunicazione che permetta anche a ristoratori e locali di sapere quando potenziare l’offerta.
Sicolo richiama anche l’esclusione di Bitonto dal percorso della via Francigena dei camminatori, legata alle condizioni di alcuni tratti, ritenuti pericolosi e segnati dalla presenza di rifiuti. «Da tempo chiediamo interventi risolutivi su queste criticità, ma finora non sono arrivate risposte concrete da parte dell’amministrazione. Se vogliamo parlare davvero di turismo, dobbiamo partire da questi problemi concreti».
Intanto, grazie all’interlocuzione con l’assessore al Turismo Rino Mangini, nei prossimi giorni dovrebbe arrivare la cartellonistica con la “i” dell’Infopoint al Torrione Angioino. «Speriamo sia solo un primo passo», conclude Sicolo.
















