Dopo il nostro articolo del 19 agosto sui disagi del trasporto pubblico a Bitonto, riceviamo la riflessione di una cittadina pendolare di Mariotto. La lettrice evidenzia alcune criticità sulla tratta che collega Mariotto e Palombaio a Bitonto, soffermandosi in particolare su orari, corse, biglietti e coincidenze.
Di seguito pubblichiamo integralmente la sua segnalazione:
La situazione è critica e riguarda direttamente anche la tratta extraurbana che collega Bitonto a Palombaio e Mariotto, dove noi pendolari veniamo trattati come se non esistessimo.
Il primo grande ostacolo riguarda la vendita di biglietti e abbonamenti. A Mariotto soprattutto gli abbonamenti mensili (dal costo non indifferente di 46,30 euro, salvo aumenti) o settimanali sono introvabili, nonostante richiesti più volte all’ASV,: ci sono solo due esercenti e a uno di essi vanno prenotati con largo anticipo. Si crea così l’assurdo paradosso per cui chi usa il bus, magari proprio perché non possiede un’auto, deve spostarsi nella frazione vicina o scendere a Palombaio durante il tragitto per acquistare il titolo di viaggio e/o recarvisi appositamente, sempre con mezzo pubblico, acquistare e poi attendere la corsa successiva, sempre su un minuscolo marciapiede e al sole e allo smog. A Bitonto, invece, i pochi rivenditori autorizzati pretendono il pagamento esclusivamente in contanti e rifiutano il Pos, impedendoci di tracciare la spesa per la detrazione fiscale. Inoltre, manca una distribuzione moderna e capillare: basterebbe permettere la stampa dei biglietti in tutte le tabaccherie e/o bar, supermercati o stazione (dato che diverse persone utilizzano il treno ed è aperta per più ore al giorno al contrario di esercenti pubblici che tra ferie e/o chiusure infrasettimanali e/o chiusure orarie non possono garantire la rivendita) o consentire il pagamento contactless a bordo senza sovrapprezzo, come avviene in molte altre realtà. Anche l’app dell’ASV risulta quasi sempre inutilizzabile, gli utenti attendono davanti all’autista di convalidare la corsa che spesso si rivela inutile perché non funziona e frattanto si è arrivati a Bitonto, costringendo paradossalmente a viaggiare gratis. Per quanto riguarda le tessere di iscrizione, i moduli sono reperibili solo su Facebook: perché l’azienda non li pubblica sul proprio sito ufficiale come sarebbe obbligata a fare? Senza contare che con il nuovo sistema di distribuzione, se manca l’addetto preposto, non si stampa nulla.
Viene da chiedersi se il dirigente dell’ASV, o Sindaco, Assessori utilizzino mai i mezzi pubblici o se viaggi comodamente in auto.
Un’altra enorme criticità è la gestione dei tagli estivi agli orari. Terminate le scuole, alcune corse vengono soppresse perché considerate “scolastiche”, creando vuoti inaccettabili nelle fasce orarie di maggior afflusso. Quest’anno, dal mese di luglio e fino al 16 settembre, è stata soppressa la corsa delle 13:15 da piazza Mons. A. Marena. Per rattoppare il servizio, l’ASV ha anticipato la corsa delle 13:45 (che prima dei vari cambiamenti partiva alle 13:35 dal capolinea) alle 13:30 (comprensivo dei 5 minuti per via del breve tempo di percorrenza dal capolinea alla stazione, altrimenti sarebbe partito alla 13.25). Questo cambio di orario, condizionato da varie modifiche per via dei percorsi deviativi da Giovinazzo e Bari, ha finito per accontentare solo una minima parte di lavoratori che terminano di lavorare in Bitonto alle 13:00, lasciando a terra la stragrande maggioranza degli utenti. Chi proviene da Bari con altri mezzi non fa in tempo a coincidere con il bus delle 13:30 e deve attendere per strada la corsa successiva delle 14:15, arrivando a casa solo verso le 14:45 o 14:50.
Questo comporta un grave problema di vivibilità, salute e sicurezza. Chi non riesce a percorrere a piedi lo stradone sotto il sole per raggiungere il capolinea, è costretto ad aspettare per quasi un’ora al caldo cocente, inalando i fumi di scarico delle auto in sosta al semaforo di via Berardi. È assurdo che per alcune categorie di lavoratori la legge regionale blocchi le attività per il caldo e poi noi lavoratori e studenti pendolari, compresi anziani o persone che rientrano da visite mediche e terapie oncologiche in ospedale, che prendiamo già altri mezzi veniamo lasciati a soffrire per strada a temperature estreme.
A questo si aggiunge un evidente paradosso ambientale e infrastrutturale. Il Comune vanta la bellezza e la sostenibilità del paese per i turisti, centinaia di macchine private altamente inquinanti passano dal centro (parlo di via Repubblica, tranne il tratto che costeggia la Chiesa di San Francesco) e da via Traetta che porta alla piazza Via Marconi (manica della “frisola”), ma vieta il passaggio ai bus che trasportano 20/30/40/50/60 persone. In altre città si limitano le auto e si incentiva il passaggio dei bus, ma l’ASV quanti mezzi elettrici possiede?
L’azienda impiega pochi e piccoli bus per il servizio extraurbano, facendoci viaggiare stipati come bestie nelle ore di punta, mentre i pochissimi mezzi grandi (credo 2) e malfunzionanti vengono spesso usati nelle fasce orarie con meno afflusso. Le circolari interne a Bitonto girano a vuoto, anziché essere impiegate per integrare le corse soppresse verso le frazioni.
Le coincidenze con i treni da e per Bari, Giovinazzo o Santo Spirito sono ridotte al minimo (soprattutto in fasce orarie che permettono di raggiungere Bari e/o paesi limitrofi, vedi anche il pullman delle 7.00 del mattino (ormai invaso da studenti che fanno ritardare la corsa di parecchio in quanto autisti costretti a controllare regolarità di biglietti, tessere, abbonamenti) da Mariotto che non permette di prendere i treni in partenza per Bari perché arriva sempre dopo le 7.25 quando i treni sono ormai partiti e quindi costretti a prendere quello successivo, se non soppresso, o il bus che parte da Mariotto alle 6.25, e bastano pochissimi minuti di ritardo per attendere oltre mezz’ora o un’ora.
Basterebbe anticiparlo di 10 minuti 6.50.
A peggiorare le cose si mettono i frequenti ritardi degli autisti nel raggiungere il capolinea o nell’aprire le porte dei mezzi (non parliamo del perché, non dipende solo dal traffico); comprendiamo il diritto alle pause di lavoro, ma sotto il sole estivo gli orari devono essere spaccati al minuto.
In tutti questi anni il Comune ha lavorato molto, ma ha tralasciato questo fondamentale aspetto della vita cittadina. Mariotto e Palombaio sono parte integrante di Bitonto e i loro residenti hanno diritto a una mobilità sicura, accessibile e puntuale. Ogni anno l’ASV modifica e destabilizza le fasce orarie principali – che dovrebbero essere di linea e mai condizionate dal calendario scolastico – cedendo a pressioni o a raccolte firme di chi spesso non viaggia neppure.
Bitonto non sarà mai all’altezza della mobilità sostenibile, non può vantarsi di questo.
Ma esiste ancora un po’ di umanità o resta solo un termine a corredo?
Per ripristinare un minimo di umanità e vivibilità si chiede con urgenza il ripristino della corsa di linea delle 13:45, l’integrazione di corse tra le 12:35 e le 13:45, e una fornitura tempestiva e semplificata dei titoli di viaggio.
Infine, in vista della riapertura delle scuole e per far fronte ai frequenti episodi di maleducazione e rallentamenti a bordo, è indispensabile garantire una maggiore sicurezza sui bus mediante l’installazione di videocamere e la rigorosa applicazione del regolamento di viaggio.
L’ASV ha fatto passi in avanti sì e gli siamo grati ma spesso sottovaluta le vere esigenze nelle fasce orarie più critiche.
L’Assessore ai trasporti dov’è?
Ci sarebbe ancora tanto altro da dire, ma spero vivamente che da questa segnalazione possa scaturire al più presto un cambiamento positivo per tutta la comunità.
















