La Polizia di Stato ha eseguito, ieri, un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un pregiudicato bitontino di 32 anni, con precedenti per reati predatori, riciclaggio, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e violazioni alle prescrizioni in materia di misure di prevenzione, ritenuto responsabile di tentato omicidio aggravato e resistenza a pubblico ufficiale, nei confronti di tre poliziotti.
Si tratta di un provvedimento assunto nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.
L’arresto in questione trae origine da quanto accaduto la sera del 28 aprile 2025, quando in un garage, a Bitonto, personale della Squadra Mobile della Questura di Bari – Sezione dedita al contrasto dei reati contro il patrimonio, svolse un servizio di osservazione finalizzato a contrastare le azioni predatorie di un sodalizio criminale dedito alla commissione di furti di autovetture di grossa cilindrata che poi venivano cannibalizzate; tra i membri, l’arrestato.
Gli agenti notarono che l’indagato, dopo essersi posto alla guida di una Volkswagen Golf parcheggiata all’interno del garage, stava per lasciare l’autorimessa. A quel punto, gli operatori decisero di intervenire per bloccare il veicolo prima che potesse allontanarsi, posizionandosi davanti all’autovettura. Tuttavia, il trentaduenne cercò di guadagnare la fuga dapprima inserendo la retromarcia e, successivamente, incurante della presenza degli agenti, dirigendosi verso uno degli operatori che riuscì a evitare l’impatto, gettandosi di lato. Dopo aver urtato contro due grandi vasi in cemento, mandandoli in frantumi, colpito di striscio un’autovettura di servizio ed aver tentato di investire altri due poliziotti, accelerò bruscamente divellendo il cancello d’ingresso per fuggire.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

















