Tanto tuonò che piovve.
E così, anche a Bitonto, è arrivato lo spauracchio della Xylella fastidiosa e a dirlo è la stessa Regione in un apposito atto dirigenziale del 12 gennaio condiviso da Coldiretti. A seguito dell’attività di sorveglianza effettuata da ispettori/agentiassistenti fitosanitari- si legge nel provvedimento – , è stata individuata una pianta di olivo infetta da Xylella fastidiosa sottospecie pauca. Dove siamo precisamente? Non distanti dall’aeroporto Bari-Palese, sulla strada provinciale 156 che conduce proprio alla città dell’olio e del sollievo e a due passi da quegli otto ulivi infestati dal batterio la scorsa estate. Preso atto del problema, sono scattate subito le misure tipiche: applicare con immediatezza le misure di eradicazione per la pianta in oggetto; segnalare alla Sezione autorizzazioni ambientali gli ulivi con caratteristiche di monumentalità siti nell’area di 50 metri attorno alle pianta infetta e risultati indenni alle analisi di laboratorio per un eventuale riconoscimento dalla Commissione tecnica alberi monumentali. Innova Puglia, frattanto, sulla base delle coordinate geografiche rilevate dagli ispettori fitosanitari, ha fornito all’Osservatorio fitosanitario le informazioni catastali del terreno sul quale insiste la pianta infetta, mentre dal Comune fanno sapere che già sono state messe in campo tutte le misure concordate con la Regione stessa.
“La Xylella fastidiosa continua a rappresentare una delle emergenze più gravi per l’agricoltura pugliese – sottolinea Coldiretti Puglia – ed è necessario intervenire con tempestività e rigore scientifico, nel pieno rispetto delle regole europee, ma è altrettanto indispensabile garantire certezze operative e sostegno concreto agli agricoltori, che non possono essere lasciati soli davanti a sacrifici così rilevanti per la tutela del territorio e del patrimonio olivicolo regionale. Ribadiamo, infine, la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’emergenza, rafforzare la sorveglianza fitosanitaria, accelerare l’attuazione delle misure previste e assicurare ristori rapidi ed efficaci, per evitare ritardi che possano favorire la diffusione del batterio e compromettere ulteriormente il comparto olivicolo pugliese”.

















