Il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci ha partecipato ieri mattina, ad Andria, alla cerimonia per il decimo anniversario del disastro ferroviario del 12 luglio 2016, costato la vita a 23 persone nello scontro tra due convogli sulla tratta Andria-Corato.
Alla commemorazione, presieduta dal capo dello Stato Sergio Mattarella, hanno preso parte anche i sindaci delle città attraversate dalla linea Bari-Barletta: Bari, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Corato, Andria e Barletta.
«Ci sono momenti in cui il dovere istituzionale si intreccia profondamente con il peso delle emozioni», ha scritto Ricci sui social, spiegando di aver rappresentato la comunità bitontina nel giorno del ricordo.
Tra le 23 vittime della tragedia vi era anche Enrico Castellano, 72 anni, originario di Bitonto. Il pensiero del primo cittadino è andato proprio a lui e agli altri passeggeri che persero la vita quella mattina di dieci anni fa.
«Nel silenzio che ha accompagnato lo scoprimento della scultura “La Comunità” e nei ventitré rintocchi dedicati alle vittime, il pensiero è andato a ciascuna di quelle vite spezzate. Tra loro anche Enrico Castellano, di origini bitontine, che oggi abbiamo ricordato con rispetto e commozione», ha sottolineato Ricci.
Enrico Castellano continua a vivere nel ricordo della figlia Daniela, che nel giorno del decennale ha scelto di restare lontana dalle telecamere e dalle cerimonie ufficiali, affidando ai social una lettera rivolta al padre.
«Dieci anni fa il mio cuore si è spezzato. Dieci anni fa ho abbracciato il tuo corpo, promettendoti giustizia», ha scritto, ricordando una strada «dura, lunga e dolorosa» e una battaglia combattuta contro quello che ha definito «il muro dell’ingiustizia».
La cerimonia si è conclusa con l’inaugurazione dell’opera “La Comunità” e con la presentazione di un progetto composto da sette lapidi commemorative, una per ciascuna stazione interessata dalla linea ferroviaria: Bari, Bitonto, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Corato, Andria e Barletta.
La scultura è stata collocata nel nuovo spazio urbano davanti alla stazione di Andria, intitolato “Largo 12 luglio 2016”. Realizzata dal maestro Cosimo Giuliano, artista pugliese originario di Latiano, raffigura figure umane scolpite in un unico corpo verticale e impegnate a sostenersi reciprocamente.
L’opera intende rappresentare la forza che nasce quando una comunità affronta insieme il dolore. Ogni figura trova stabilità grazie alla presenza dell’altra, fino a comporre un’unica forma, salda e armonica: un simbolo di vicinanza, solidarietà e responsabilità condivisa.
Nella stazione di Bitonto sarà invece collocata una delle sette lapidi commemorative realizzate in Pietra di Trani con la tecnica dell’acquaforte. Le opere riproducono simbolicamente il tracciato ferroviario come un corso d’acqua che attraversa il territorio e alimenta la vita delle comunità.
Attorno alla linea, una moltitudine di punti rappresenta le persone che vivono e si spostano lungo la tratta. Tra Andria e Corato, invece, 23 vuoti ricorderanno per sempre le vittime del disastro.
«Un’opera che ricorderà ciò che è accaduto e che ci richiamerà ogni giorno al valore della sicurezza, della responsabilità e della vita umana», ha scritto il sindaco. «La memoria non appartiene soltanto al passato: è un impegno che ci accompagna nel presente e ci indica la strada per il futuro».
Nel giorno del decennale è intervenuto anche il presidente e amministratore delegato di Ferrotramviaria, Giuseppe Pavoncelli, che ha espresso «il cordoglio personale e dell’azienda» alle famiglie delle vittime e alle persone rimaste ferite.
Pavoncelli ha inoltre ringraziato Mattarella per la presenza ad Andria, definendola una testimonianza di vicinanza alle comunità colpite e «il più accorato degli appelli a una vera e autentica riconciliazione».
«Ogni giorno, da dieci anni, portiamo con noi la memoria di quel 12 luglio, con rispetto e senso di responsabilità», ha concluso. «Un monito e uno stimolo che ha caratterizzato fin dal primo giorno il mio impegno alla guida di Ferrotramviaria».
















