Permettere alle amministrazioni locali di essere coinvolte nei processi autorizzativi, per far valere le caratteristiche e la tutela del territorio ed evitare che vengano concesse autorizzazioni che presentino profili di inidoneità. E ancora, consentire l’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile unicamente in zone industriali, cave dismesse e su edifici pubblici, per preservare il suolo agricolo, da considerare come bene comune, e salvare le produzioni agroalimentari di qualità per cui la Puglia è celebre.
Sono questi gli emendamenti alla legge regionale che regola le autorizzazioni riguardanti i nuovi impianti fotovoltaici proposti della Confederazione Agricoltori Italiani (CIA) Puglia direttamente a via Gentile. Obiettivo porre un freno alla “colonizzazione del territorio da parte di sciacalli” interessati alla produzione di energia green e fermare il consumo di suolo, che in tutto il tacco d’Italia, e in particolare nel leccese e nel barese, ha raggiunto “numeri allarmanti”.
A denunciarlo ieri, in un incontro a Bari sul tema “Il consumo del suolo tra consapevolezza e responsabilità: quali prospettive”, è stato Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA.
La Puglia, con il suo 8,27%, risulta infatti al quinto posto tra le regioni del Bel Paese per suolo consumato. Ma anche prima in assoluto per numero di pale eoliche, oltre che prima nel sud e terza in Italia per potenza fotovoltaica. Impianti che negli ultimi anni hanno rosicchiato ettari di terreni agricoli.
L’ultimo caso, balzato agli onori delle cronache, a Bitonto, dove 1600 ulivi sono stati sacrificati per installare pannelli solari da parte di un gruppo francese. Questione che ha indignato anche le associazioni ambientaliste, attese proprio questa sera a Palazzo di Città dal sindaco Francesco Paolo Ricci, per essere aggiornate sulle procedure avviate dal Comune per verificare che gli alberi, come previsto dall’autorizzazione concessa all’impresa, siano stati reimpiantati.
“L’agricoltura in Puglia è la prima industria a cielo aperto: è la nostra storia, il nostro futuro, è la nostra identità e dobbiamo preservarla” ha tuonato Sicolo, presentando la proposta consegnata in Regione, stilata e spiegata dal punto di vista normativo da Massimo Fragassi, responsabile dell’Ufficio Legislativo di Cia Puglia.
Tra l’altro, come si evince dagli esempi concreti di soluzioni innovative illustrate dall’architetto ed esperto di fonti rinnovabili Ottavio Felice Morea, lo scempio ai danni di terreni agricoli e colture può essere evitato, pur garantendo al contempo il potenziamento di impianti fotovoltaici.
La proposta “sarà valutata con la massima attenzione” ha detto il presidente della Commissione regionale sullo Sviluppo Economico, Francesco Paolicelli. Promessa fatta anche dall’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, che ha espresso piena condivisione nel “valorizzare il comparto primario quale asse strategico prioritario per lo sviluppo economico, sociale, turistico e occupazionale” pugliese.
L’incontro di ieri si è aperto inoltre con l’approvazione di un documento di sostegno e solidarietà al popolo palestinese e alle migliaia di persone – bambini, donne e uomini di tutte le età – che stanno soffrendo la fame sotto le bombe, con la ferma condanna della privazione forzata del diritto al cibo come scellerata strategia di guerra contro civili inermi.