Stadio “Città degli Ulivi”, tutto rinviato al 2 luglio.
Il sopralluogo di lunedì scorso del sindaco Francesco Paolo Ricci, dei tecnici e dei Vigili del Fuoco ha fatto emergere la necessità di alcuni dettagli che dovranno essere integrati entro una settimana, se si vuol ottenere la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
“Vassene il tempo e l’uom non se n’avvede“, sentenziava grave padre Dante. Qui, però, c’è chi, a malincuore, se ne accorge e si rattrista sempre più. Ed è il presidente del Bitonto calcio, Antonello Orlino: “Fummo rampognati quando demmo l’ultimatum del 31 maggio, perché ci erano già state date le rassicurazioni relative, ma intanto le cose non sono cambiate di una virgola. Noi, dal canto nostro, stiamo onorando tutti gli impegni della stagione appena trascorsa che si concluderà il 30 giugno, dopodiché abbiamo bisogno della certezza di poter entrare nel nostro impianto, perché noi per il terzo anno consecutivo non siamo più disposti ad accollarci tutti i problemi e le spese“.
E spiega la posizione del club: “Insomma, l’ennesima scadenza scadrà di nuovo. Nel frattempo, in Eccellenza molte società sono in difficoltà economiche, altre si stanno già muovendo e sono soprattutto quelle che hanno la certezza di avere una casa. Adesso servono atti concreti, autorizzazioni certe, altrimenti noi non possiamo partire né tanto meno dare il via alla campagna abbonamenti. Io devo essere certo di poter giocare in casa e col sostegno dei tifosi sugli spalti. Senza dimenticare che le panchine continuano ancora a mancare. Insomma, in una situazione del genere, come faccio a convincere tecnici e giocatori a venir qui a giocare? Come faccio a creare entusiasmo? Com’è possibile attrarre altri imprenditori disposti a sostenere il nostro progetto? Dopo mille, pesantissimi sacrifici, abbiamo bisogno di stimoli nuovi per andare avanti“.
E il vice Giovanni Brindicci rincara la dose: “Arrivare in ritardo sulle date di consegna dell’opera penso sia responsabilità di chi amministra. A tutt’oggi non abbiamo la fruibilità totale della struttura, siamo anzi in condizioni ancora proibitive per colpa del pressappochismo altrui“.
Sic rebus stantibus, ovvero tenuto conto dei tempi burocratici che ci vorranno per mettere in regola tutto al di là delle comunque inammissibili amnesie profettuali, il cielo sul pallone bitontino è più nero che verde…
















