Si torna a sparare a Bitonto e il quadro resta, per ora, frammentato. A partire dal luogo esatto in cui sarebbe maturato l’agguato ai danni di Damiano Liso, 30 anni, già noto alle forze dell’ordine, rimasto ferito nella tarda serata di martedì, intorno alle 23.30, da più colpi d’arma da fuoco che lo hanno raggiunto all’inguine e al braccio sinistro.
Dopo il ferimento, Liso si è recato autonomamente al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Bari, dove è stato medicato e sottoposto alle cure necessarie. Nella serata di ieri il 30enne è stato dimesso ed è rientrato a casa. Le sue condizioni non sono mai state considerate gravi.
Sul fronte investigativo, però, permangono zone d’ombra. Nel corso degli accertamenti, Liso avrebbe fornito versioni non sempre coincidenti agli inquirenti, rendendo più complessa la ricostruzione della dinamica.
Al momento la pista più battuta è che il ferimento sia avvenuto nei pressi di via Generale Planelli, nei pressi del Penny Market.
Proprio nei pressi del supermercato, i carabinieri hanno rinvenuto anche l’auto di un ignaro cittadino, parcheggiata in zona, che presentava segni compatibili con colpi d’arma da fuoco. Un elemento che rafforza l’ipotesi che l’agguato possa essersi consumato effettivamente in quell’area. Non si esclude, inoltre, che nei giorni precedenti siano stati esplosi colpi a scopo intimidatorio nella zona di via Crocifisso, ora al vaglio degli investigatori.
I militari dell’Arma stanno passando al setaccio le aree interessate, oltre alla zona 167, alla ricerca di bossoli, tracce utili e riscontri oggettivi, parallelamente all’analisi delle telecamere di videosorveglianza e dei dati telefonici.
Secondo quanto trapela, l’episodio potrebbe inserirsi nel contesto dello spaccio di stupefacenti, in una fase di possibile riassestamento degli equilibri criminali cittadini. Liso era tornato in libertà da circa dieci giorni, dopo una condanna definitiva per reati contro il patrimonio, la persona e per spaccio.
Un contesto fluido, segnato da scarcerazioni recenti e nuovi assetti, sul quale gli inquirenti continuano a lavorare per dare risposte certe.

















