Nei giorni scorsi è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di una 25enne di Bari-Palese, accusata di lesioni aggravate e porto illegale di arma da sparo nell’ambito di un episodio avvenuto l’8 marzo 2025. Secondo la ricostruzione contenuta nell’atto firmato dal GIP del Tribunale di Bari, la donna avrebbe invitato l’ex compagno presso la propria abitazione con la scusa di restituirgli alcuni oggetti personali dopo la fine della relazione. Al termine di una discussione, avrebbe impugnato una pistola e sparato tre colpi mentre l’uomo si allontanava a piedi, colpendolo alla gamba destra. La vittima, trasportata al pronto soccorso dell’Ospedale San Paolo, ha riportato una ferita giudicata guaribile in 20 giorni. Nell’immediatezza aveva riferito agli operatori una versione ritenuta inverosimile, sostenendo di essere stato ferito da uno sconosciuto mentre faceva jogging. Le indagini avviate dalla Squadra Mobile di Bari – supportate da tabulati telefonici, accertamenti tecnici e acquisizioni di audio e chat – hanno invece condotto a una ricostruzione diversa, individuando nella giovane l’autrice degli spari. Secondo gli investigatori, il movente sarebbe riconducibile al rifiuto dell’uomo di riconoscere un figlio concepito durante la relazione. L’ordinanza evidenzia che la vittima aveva manifestato timori nei giorni precedenti all’incontro e aveva predisposto con la sorella un contatto di sicurezza nell’eventualità di un ritardo nel rientro.
Il passaggio che riguarda Bitonto
Nel provvedimento compaiono anche riferimenti a nuclei familiari riconducibili al territorio di Bitonto. L’uomo, nelle prime fasi dell’indagine, avrebbe riferito agli investigatori di temere eventuali reazioni da parte di parenti dell’ex compagna, citando famiglie note alle cronache giudiziarie dell’area bitontina e barese. L’ordinanza riporta inoltre che la linea materna dell’indagata è collegata a soggetti con precedenti penali, tra cui figure legate alla criminalità di Bitonto e alla provincia. Secondo il GIP, questo contesto avrebbe contribuito alla reticenza iniziale della vittima nell’indicare l’autrice del ferimento e nell’ammettere l’effettiva dinamica dell’accaduto.
La misura cautelare
Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari presso l’abitazione della donna, con divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi e dal difensore. Prevista l’applicazione del braccialetto elettronico; in caso di rifiuto, la misura sarà sostituita con la custodia in carcere. I controlli sono affidati ai Carabinieri.

















