Sicurezza, prevenzione, contrasto alle infiltrazioni criminali negli enti locali e ascolto dei territori. Sono le direttrici indicate da Rossanna Riflesso, nuova prefetta di Bari, nel corso dell’incontro con i giornalisti avvenuto in Prefettura a margine del suo insediamento.
Riflesso, tornata nel capoluogo pugliese dopo quasi cinque anni, ha spiegato di voler interpretare il ruolo del prefetto non soltanto attraverso il coordinamento delle forze dell’ordine, ma anche come punto di mediazione tra istituzioni, amministrazioni locali e comunità.
«I compiti del prefetto riguardano, in primo luogo, la sicurezza – ha spiegato –. Credo però molto anche nel ruolo del prefetto come punto di mediazione tra le diverse tensioni. Penso che sia proprio questo il compito più delicato e intendo svolgerlo pienamente».
Particolare attenzione sarà riservata alla prevenzione e al coinvolgimento degli attori sociali presenti nei diversi Comuni della provincia.
«Un prefetto deve offrire tavoli di confronto, parlare con le persone e metterle insieme – ha aggiunto Riflesso –. Oltre a garantire il controllo del territorio, deve favorire la prevenzione, attraverso la collaborazione con gli enti locali, le associazioni, il terzo settore e le organizzazioni presenti sul territorio».
Uno dei temi affrontati è stato quello degli assalti agli sportelli bancomat, fenomeno che negli ultimi anni ha interessato ripetutamente anche il Nord Barese.
Secondo la prefetta, si tratta di «un fenomeno che riguarda tutta la Puglia» e che presenta una particolare incidenza nelle province settentrionali della regione. Riflesso, che in passato ha prestato servizio nella provincia di Barletta-Andria-Trani, ha ricordato come in quell’area gli episodi fossero, in proporzione, ancora più numerosi e talvolta caratterizzati da modalità particolarmente violente.
«Faremo tutto quello che si deve fare – ha assicurato – in stretta collaborazione con la magistratura, perché è evidente che il suo compito è essenziale».
La nuova prefetta ha poi indicato il monitoraggio degli enti locali come uno degli strumenti fondamentali per prevenire tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione.
«Il compito che svolgerò con grande attenzione sarà quello del monitoraggio dei Comuni e della verifica – ha dichiarato –. Bisogna saper cogliere anche segnali che possono sembrare banali, ma che possono essere molto significativi».
Riflesso ha ricordato di avere già maturato esperienza in questo ambito proprio nel territorio barese, avendo partecipato alla commissione d’accesso nominata per il Comune di Valenzano.
«So di che cosa stiamo parlando e faremo tutto quello che si deve fare», ha sottolineato.
L’attività delle prefetture, ha spiegato, rappresenta una forma di prevenzione antimafia, attraverso le interdittive, gli strumenti amministrativi previsti dalla normativa e una verifica costante sull’attività degli enti locali.
Tra le iniziative che potrebbero essere riproposte anche nella provincia di Bari figura l’osservatorio territoriale già sperimentato da Riflesso nella Bat e ad Avellino. Uno strumento diverso dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, pensato per portare le istituzioni direttamente nei territori e ascoltare amministrazioni, scuole, associazioni, Chiesa, terzo settore e cittadini.
«Ogni realtà esprime le proprie peculiarità, difficoltà ed esigenze – ha evidenziato la prefetta –. L’ascolto è fondamentale e può consentire di trovare soluzioni condivise».
Sul fronte della sicurezza urbana, Riflesso ha infine chiarito che non può essere affidata esclusivamente alla presenza delle pattuglie o a un controllo capillare di strade e piazze.
«La sicurezza si costruisce tutti insieme – ha concluso – e passa attraverso l’educazione, il dialogo con i ragazzi e il coinvolgimento delle famiglie. Le forze dell’ordine sono essenziali, ma oggi la sicurezza non può essere intesa soltanto come controllo del territorio metro per metro».
















