Il mondo del lavoro è, spesso, una giungla fatta impervia, fatta di offerte fasulle, finti contratti, sciacalli alla ricerca di lavoratori da spremere il più possibile al minimo della retribuzione. Minimo che, talvolta, equivale a zero, come ci racconta un giovane lettore alla ricerca di un lavoro che, di recente, ha tenuto un colloquio di lavoro tra Bitonto e Bitetto.
«Mi sono stati proposti sette giorni di prova completamente gratuita, senza contratto, senza alcuna retribuzione e con tutte le spese di spostamento a mio carico – ci scrive – Spesso si sente dire che i giovani non hanno voglia di lavorare o che rifiutano le opportunità. La verità è un’altra: desideriamo lavorare, ma rifiutiamo di essere sfruttati. Il lavoro svolto va sempre riconosciuto, tutelato e retribuito, come stabilito dalla legge».
La missiva si conclude con un appello alla dignità di chi cerca lavoro: «Spero che render conto di queste prassi aiuti a promuovere un mercato del lavoro più equo e dignitoso per il nostro territorio».

















