Vederci chiaro sull’affidamento diretto di un servizio rientrante nell’ambito del Piano sociale di zona Bitonto-Palo del Colle.
Francesco Natilla, consigliere comunale di opposizione, ha depositato una nota formale in merito all’affidamento di “Educativa territoriale di strada” da parte della città dell’olio e del sollievo. Quale sarebbe il problema? «Nel caso specifico – spiega il presidente della commissione consiliare “Controllo e Garanzia” -, l’affidamento, del valore di circa 130mila euro, è avvenuto senza confronto tra operatori e ha coinvolto un Raggruppamento temporaneo d’impresa (Rti), al cui interno figura una cooperativa il cui rappresentante legale ha legami familiari con un componente della Giunta comunale. Il soggetto affidatario formale è un altro, ma il quadro complessivo evidenzia una situazione che, seppur inquadrata formalmente nella legalità, presenta seri profili di inopportunità politica e istituzionale».
Non è tutto, perchè secondo l’esponente di “Riformisti-Fronte del lavoro” «la cooperativa capofila del Rti risulta già affidataria di un servizio analogo, economicamente ben più rilevante, di 730mila euro. Questa scelta, inoltre, entra in aperta contraddizione con gli impegni dichiarati nelle linee di mandato 2022–2027 dell’amministrazione del sindaco Ricci, che parlano di welfare partecipato, trasparente, basato su co-programmazione e co-progettazione. Nella vicenda in oggetto, nessuno di questi principi è stato concretamente rispettato». Cosa significherebbe, questo, allora? «Ogni atto amministrativo – dice Natilla – deve essere non solo legittimo, ma anche chiaramente trasparente, imparziale e ispirato a criteri di equità. È essenziale evitare qualunque dinamica che possa generare o alimentare anche solo il sospetto di favoritismi».
Il progetto. Spulciando la natura del progetto, si legge che è un intervento attivo di educazione itinerante realizzato in tutta la città, con particolare attenzione alle periferie e ai territori ritenuti maggiormente a rischio di esclusione sociale e di devianza minorile. Nello specifico, il servizio prevede la promozione della cultura del benessere e il contrasto delle forme di disagio giovanile mediante: ascolto e supporto educativo; divulgazione di informazioni sui comportamenti a rischio e sulle dipendenze; azioni di integrazione sociale tra giovani autoctoni e immigrati di prima e di seconda generazione, cercando di agganciare il maggior numero possibile di gruppi informali; promozione di occasioni di dialogo interculturale ed intergenerazionale, anche attraverso la realizzazione diretta di eventi ed iniziative culturali sul territorio

















