«Si è conclusa all’alba di stamane la vita terrena di suor Letizia: una vita limpida e candida, semplice e bella, stilizzata dal silenzio, dal raccoglimento, dal fervore, dall’amore. Una vita compiutamente vissuta nella gioia e nella perfetta letizia».
Scrive così il professor Nicola Pice, che per annunciare la scomparsa di Maria Francesca Pastore, storica religiosa del monastero benedettino di Santa Maria delle Vergini di Bitonto, affida il commiato alle parole latine «Exultent caeli et gaudeant angeli / in tabernaculo suo Deus habitare facit eam».
Una delle religiose più longeve d’Italia. Nata il 16 ottobre 1915 a Santeramo in Colle, aveva compiuto 110 anni lo scorso ottobre, dopo 85 anni di vita religiosa. Monaca di clausura sin dal 1940, attraverso il silenzio, la preghiera e il lavoro, era diventata una presenza ormai familiare per generazioni di bitontini.
Durante la sua lunghissima esistenza, aveva visto due guerre mondiali, epidemie e tante trasformazioni rapide e profonde della società. È stata sempre legata alla Regola di san Benedetto e alla comunità monastica nel cuore del centro storico.
All’interno del monastero, suor Letizia aveva appreso e coltivato una straordinaria manualità. Per decenni si era dedicata alla legatoria e al restauro dei libri, dopo aver imparato quest’arte lavorando sui volumi danneggiati dall’alluvione di Firenze del 1966. Ricamava, dipingeva fiori, realizzava miniature e curava le piante: gesti semplici che accompagnavano una quotidianità scandita dalla preghiera.
«Rilegare un libro, curare una pianta, ricamare con l’ago punti decorativi, dipingere fiori, coltivare l’arte della miniatura, levare una preghiera: sono stati i suoi vari momenti di vita semplice, ma piena di fervore» scrive ancora Pice.
Le esequie saranno presiedute da mons. Francesco Cacucci, arcivescovo emerito di Bari-Bitonto, venerdì 31 luglio alle 16:30 nella chiesa del Monastero.
















