di Ester Citarella, stagista
La sanità pugliese è certo che abbia un deficit rilevante, circa 370 milioni di euro. Le cause sono diverse. Per il partito democratico pugliese il buco è stato creato dal fondo sanitario nazionale, giacché anche il Piemonte presenta un analogo buco di 880 milioni di euro. Il nuovo piano operativo per il risanamento sarà attuato dalla giornata del 16 marzo col fine di presentare un prospetto esatto delle coperture ai ministeri dell’Economia e della Salute entro e non oltre il 30 aprile. Le soluzioni operative non sono molte ma si prevede con certezza una stagione di sacrifici. Fra le leve è previsto un aumento sui ticket per ogni ricetta (data la spesa di 250 milioni di euro che grava sui bilanci delle aziende sanitarie e, quindi, sulla farmaceutica ospedaliera); saranno valutati i costi ed i ricavi dei singoli reparti e in caso di perdita saranno chiusi; è previsto anche un aumento sull’addizionale Irpef sui redditi più alti; ed infine ci sarà una stretta sulle assunzioni, considerato l’esborso di oltre 20 milioni per i nuovi contratti. I numeri dimostrano nitidamente che le spese ospedaliere sono in continua crescita ma è altrettanto vero che anche i finanziamenti nazionali sono in aumento. Pertanto è compito di ogni Regione garantire l’efficienza dei servizi e il controllo delle spese.
















