«È stata una grandissima sorpresa che mi ha fatto il sindaco, mi ha veramente emozionata». Con queste parole Sandra Savino ha raccontato il momento più intenso della sua visita a Bitonto, dove è arrivata non solo per un impegno istituzionale, ma anche per riscoprire le radici della propria famiglia.
Carmela, Dora, Annunziatina detta Tina e don Francesco hanno rappresentato per la sottosegretaria un legame concreto con la propria storia familiare.
È stato il momento più intimo della giornata vissuta ieri a Palazzo Gentile, dove Savino è stata accolta dal sindaco Francesco Paolo Ricci e dai rappresentanti istituzionali del territorio. A rendere speciale l’incontro è stata la sorpresa preparata dal primo cittadino: un albero genealogico ricostruito per l’occasione e la consegna delle copie dei certificati di nascita e di battesimo del nonno paterno della sottosegretaria, Nicola Savino.
Nicola Savino, nonno dell’onorevole e padre di Luciano Savino, nacque a Bitonto il 18 maggio 1895. Nello stesso giorno fu battezzato nella chiesa di San Pietro, nel cuore del centro storico, come attestano gli archivi. Era figlio di Michele Savino, fu Pasquale, e di Marta Sasso, fu Nicola. La famiglia viveva nel centro antico, nei pressi di Porta La Maya, uno dei luoghi più identitari della città vecchia.
Così Bitonto ha restituito alla sottosegretaria una parte della sua memoria familiare. Una memoria che passa dai registri d’archivio, dai nomi scritti sui certificati, ma soprattutto dai volti dei parenti ritrovati: Carmela, Dora, Tina e, come quarto cugino, don Francesco Savino, 72 anni, vicepresidente nazionale della Cei e vescovo di Cassano all’Jonio, per tutti “don Ciccio”, figura profondamente legata alla comunità bitontina.
«Incontrare e conoscere le radici della mia famiglia, alla mia età, era qualcosa di insperato. Invece ho avuto una bellissima sorpresa oggi», ha aggiunto Savino.
La sottosegretaria ha ricordato di essere già stata a Bitonto da bambina, senza però conservarne memoria precisa. Questa volta il ritorno ha avuto un valore diverso: non una semplice tappa istituzionale, ma un attraversamento personale dentro la storia della propria famiglia. «Sicuramente sarà un modo per tenere i contatti con i miei cugini», ha aggiunto. «Io comunque la Puglia la frequento da tempo. Ho un’amica cara che ha sposato un pugliese e l’estate qualche giorno di riposo me lo prendo proprio a Manfredonia».
Nel suo intervento, Savino ha richiamato anche il legame con i territori e con i Comuni, maturato nel corso della sua esperienza amministrativa. «Sono molto attaccata alle realtà comunali», ha spiegato. «Anche dal ruolo di governo che ho come sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono rimasta assessore nel mio Comune perché ho proprio un attaccamento nel seguire il territorio. Credo molto nell’ascolto dei territori. Credo sia fondamentale per ogni buon politico poter ascoltare e cercare di portare sollievo a quelle che sono le problematiche dei cittadini».
Parole raccolte con favore dal sindaco Francesco Paolo Ricci, che ha sottolineato il doppio valore della giornata: istituzionale e affettivo. «Sono davvero contento di questa sorpresa e di queste origini bitontine della sottosegretaria Savino», ha dichiarato. «Ma la cosa che più mi ha colpito è stata la disponibilità e l’attenzione verso il nostro territorio, verso la nostra città. Lo fa come sottosegretaria, ma lo fa soprattutto in virtù dell’esperienza che ha come amministratore locale. Comprende benissimo quali sono i problemi di una realtà come la nostra e la sua disponibilità a livello ministeriale mi conforta tantissimo».
Ricci ha poi insistito sul clima creatosi durante l’incontro, fatto di emozione, familiarità e memoria. «Questo tornare alle radici, questo fare memoria, non può che far piacere a un sindaco impegnato proprio in questo ambito», ha aggiunto.
Dopo l’incontro istituzionale a Palazzo Gentile, il programma ha previsto anche un passaggio nel centro antico, con la visita alla Cattedrale romanica e ai luoghi legati alle origini familiari dell’onorevole Savino.
















