Un discorso lucido, a tratti emozionato, che mette al centro il senso profondo del servizio pubblico e il valore umano del lavoro quotidiano. In occasione della celebrazione di San Sebastiano, patrono della Polizia Locale, la comandante Silvana Dimundo ha rivolto un intervento articolato agli agenti, alle autorità e ai rappresentanti delle associazioni di volontariato. Un ringraziamento particolare è andato alle autorità civili e militari presenti, ma soprattutto al mondo del volontariato.
Dimundo ha sottolineato come le associazioni di volontariato non siano una presenza “formale”, ma una risorsa concreta e quotidiana: «La loro è una presenza attiva, costante, indispensabile». Dalle grandi manifestazioni cittadine – come le feste patronali, eventi musicali e fiere – fino alle emergenze più recenti, il contributo dei volontari è stato definito «fondamentale anche nella loro specifica funzione di Protezione civile». «Sono il ponte tra i cittadini e la pubblica amministrazione – ha detto – persone che donano il proprio tempo libero per amore della città. Noi dobbiamo guardare ai fatti, non alle intenzioni».
La comandante ha poi ricordato come la Polizia Locale sia una realtà articolata e spesso non pienamente compresa dai cittadini: «Non ci occupiamo solo di viabilità o di controlli visibili». Accanto ai servizi di polizia stradale, edilizia e commerciale, il Corpo è chiamato a svolgere funzioni amministrative, di polizia giudiziaria, di tutela ambientale e di supporto in situazioni delicate come incidenti gravi, contenziosi, controlli sui minori e gestione di emergenze. «Siamo il volto più vicino ai cittadini – ha sottolineato – quello che incontrano per strada, nei quartieri, nelle scuole. Per questo il nostro lavoro ha un valore particolare: costruiamo fiducia giorno dopo giorno».
Nel suo intervento, Dimundo ha voluto distinguere tra cittadinanza attiva e critica fine a se stessa: «Ci sono cittadini che si spendono per migliorare la città e altri che, dietro una tastiera, criticano tutto e tutti». L’invito è stato chiaro: coltivare e sostenere la parte positiva della comunità, quella che collabora e aiuta a risolvere i problemi, anziché rincorrere chi alimenta solo polemiche.
La comandante ha poi allargato lo sguardo all’evoluzione del ruolo della Polizia Locale: «Non siamo più chiamati solo a far rispettare le norme, ma a prevenire conflitti, interpretare bisogni, essere punto di riferimento sul territorio». Un cambiamento che richiede competenze, equilibrio, senso di responsabilità e, soprattutto, spirito di squadra. «Da soli non si va da nessuna parte – ha ribadito – io da sola non vado da nessuna parte senza una squadra che rema nella stessa direzione».
Ampio spazio è stato dedicato al rapporto tra agenti più esperti e giovani entrati recentemente nel Corpo. Dimundo ha definito l’esperienza «un patrimonio inestimabile», ma ha messo in guardia dal rischio di chiudersi in posizioni di potere o di ostacolare l’innovazione: «Un Corpo si indebolisce quando si crea distanza tra chi sa e chi deve imparare. Diventa forte quando il sapere circola». L’invito è stato quello di costruire un equilibrio tra competenze nuove e conoscenze maturate sul campo: «Nessuna delle due parti può prevalere sull’altra. Solo insieme si costruisce un cammino».
In chiusura, la comandante ha richiamato una responsabilità che guarda avanti: «Tra qualche anno molti di noi andranno in pensione. Dobbiamo chiederci oggi come vogliamo essere ricordati». Non come ostacolo al cambiamento, ma come guida capace di accompagnare una nuova generazione di agenti. «Vi auguro buon lavoro – ha concluso – a voi e a noi, con la speranza di continuare a costruire una Bitonto migliore di quella di oggi. Insieme».

















