Sono ufficialmente iniziati ieri i lavori di riqualificazione di piazza Moro, ma le modifiche alla viabilità nel centro di Bitonto e l’intervento previsto non convincono una parte della cittadinanza. Il malcontento, però, sembra trovare sfogo soprattutto online: tra post, commenti e polemiche sui social network, la protesta resta prevalentemente virtuale.
A rendersene conto sono stati anche gli organizzatori di sit-in e momenti di confronto pubblico, che nei giorni scorsi hanno tentato di portare il dibattito nelle piazze reali. Con scarsi risultati.
Giovedì scorso, davanti a Palazzo Gentile, la protesta annunciata come “rumorosa” dal comitato Liberi Cittadini, incentrata su sicurezza e viabilità, ha registrato una partecipazione minima: appena tre i fischietti presenti, che diventano cinque se si includono quelli in dotazione agli agenti della Polizia Locale impegnati a garantire l’ordine pubblico.
Leggermente più partecipata l’“agorà” di domenica mattina promossa da Rifondazione Comunista, dedicata ai lavori finanziati con 5 milioni di euro dal PNRR. Una ventina i cittadini presenti in piazza, tra cui esponenti politici e membri di partiti e movimenti di opposizione, richiamati dal megafono del segretario cittadino Dino Tafuto.
«La città è di tutti. Basta con gli abusi», ha ribadito Tafuto, mostrando anche un cartello con lo stesso messaggio. Il segretario ha ricordato come, oltre un anno fa, le sue osservazioni abbiano contribuito a convincere la Sovrintendenza a salvare i lecci di piazza Moro, inizialmente destinati all’eradicazione.
Al centro della critica, la richiesta di una vera rigenerazione urbana di piazza Moro, che secondo Rifondazione non sarebbe garantita dall’attuale progetto. Un progetto che, peraltro, resta in gran parte sconosciuto ai cittadini.
Il nuovo piano di intervento, rielaborato in base alle prescrizioni della Sovrintendenza per la tutela dei beni storici, non è stato ancora presentato pubblicamente. Anche i rendering diffusi in passato risultano superati e non più attendibili.
L’amministrazione comunale assicura che tutti i dettagli saranno illustrati “a breve” in una conferenza stampa, alla presenza del RUP e del direttore dei lavori, nominato solo pochi giorni fa al termine della procedura di gara.
I lavori, affidati tre anni fa alle imprese Abbatantuono Arcangelo Costruzioni e Restauri e De Grecis Cos.E.Ma. Verde Srl, dovranno essere completati in meno di sei mesi. Un cronoprogramma stringente, imposto dai fondi del PNRR, che prevede la conclusione dell’opera entro giugno.
Una scadenza che in molti giudicano difficile da rispettare. Il timore è duplice: da un lato la perdita del finanziamento, dall’altro il rischio concreto di una paralisi del cantiere nel cuore della città.

















