Da Dionigi Tafuto, segretario del Partito Rifondazione Comunista, sez. Bitonto, riceviamo e pubblichiamo.
In vista del prossimo consiglio comunale della città di Bitonto, durante il quale sarà discussa la situazione venutasi a creare in piazza Moro in relazione all’esecuzione dei lavori di rigenerazione urbana, intendo contribuire al dibattito offrendo il mio contributo in qualità di segretario della locale sezione cittadina.
Chiarisco preliminarmente che nessun pregiudizio anima Rifondazione Comunista in relazione ai lavori di rifacimento e rigenerazione di piazza Moro. Lo scrivente ha sempre espresso riflessioni critiche ma anche costruttive riguardo all’operato e alle scelte compiute dall’amministrazione comunale. È noto il mio dissenso sul modo di operare dell’amministrazione, che in primo luogo non ha prestato alcun ascolto alla voce dei cittadini, i quali sono preoccupati da ben altre priorità, come quella dei parcheggi necessari per agevolare la percorribilità del centro cittadino. Né l’amministrazione si è curata di ascoltare la voce della periferia, invasa da tanto degrado di strade e marciapiedi.
Il PNRR rappresentava un’occasione d’oro unica per dare vivibilità ai tanti luoghi periferici della città, che da anni attendono cure adeguate, manutenzioni ordinarie e attenzione verso il verde. Invece, è stato sprecato tempo e forse anche denaro per inseguire il maquillage del centro, senza risolvere nessuno dei problemi strutturali, come ad esempio gli allagamenti causati dalle piogge a causa di disfunzioni dei sottoservizi e dei parcheggi, solo per citarne alcuni.
Ed eccoci ora a discutere di piazza Moro, di un progetto per il quale i responsabili comunali si sono dimenticati di richiedere l’autorizzazione paesaggistica, acquisita postuma a cura del Ministero dei Beni Culturali e della Soprintendenza Archeologica. Chiedo che nel prossimo consiglio comunale monotematico venga letta integralmente l’autorizzazione della Soprintendenza e che sia chiarito in che modo il progetto sia reso conforme a tale autorizzazione e con quali atti di modifica del progetto e del contratto, nel frattempo intervenuti con l’impresa aggiudicataria dell’appalto.
Soprattutto, chiedo se saranno salvaguardate le alberature perimetrali di piazza Moro e se sia stato nominato il soggetto munito di idonee competenze per la sorveglianza archeologica continuativa in corso d’opera. Rifondazione Comunista ribadisce che disattendere ogni singola prescrizione contenuta nei documenti emanati dalla Soprintendenza non solo comporterebbe una grave responsabilità amministrativa nei confronti della cittadinanza, ma anche il rischio di responsabilità penale personale, con conseguente eventuale danno d’immagine per la città.
Perciò, Rifondazione Comunista chiede che l’esecuzione dei lavori in piazza Moro sia attuata nel rigoroso rispetto delle prescrizioni emanate dal Ministero dei Beni Culturali e dalla Soprintendenza.

















