Domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo 2026 si terrà in Italia il Referendum costituzionale confermativo – che, dunque, non necessita di quorum – sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. I seggi saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15.
In vista di questo importante appuntamento, col dottor Francesco Bretone, Sostituto procuratore generale della Corte d’Appello di Bari, facciamo il punto della situazione sulle ragioni del “SÌ”.
Quali benefici concreti porterà la separazione delle carriere per la celerità dei processi?
Nessuno, non è l’oggetto della Riforma.
In che modo il sorteggio per i membri del CSM ridurrà l’influenza delle correnti?
Il sorteggio è il cuore della riforma perché introduce un elemento di casualità e quindi spezza il potere delle correnti all’interno del csm. Oggi è impossibile per un candidato indipendente poter essere eletto al csm. Bisogna capire che le correnti ormai sono diventate dei meri centri di potere. Si tratta di associazioni private, i cui iscritti non sono mai stati resi pubblici, che occupano un organo di rilevanza costituzionale, il csm, che controlla la magistratura tramite valutazioni di professionalità, carriere e disciplinare. Una anomalia enorme in un sistema democratico e che i nostri padri costituenti, non avendo la palla di cristallo, non avevano previsto. Lo stesso Presidente della Repubblica in un discorso nel 2022 aveva affermato che: “affinché il csm possa svolgere le funzioni che gli sono proprie valorizzando le alte professionalità su cui la magistratura può contare” deve superare “le logiche di appartenenza che per dettato costituzionale devono rimanere fuori dall’ordine giudiziario”. Più chiaro di così!
Questa riforma affronta il problema del sovraffollamento delle carceri?
No, non è l’oggetto della riforma
Quali sono le garanzie per chi i magistrati inquirenti mantengano l’indipendenza dal potere politico?
L’unica differenza con il sistema attuale è la creazione di un csm solo per i pubblici ministeri in cui il rapporto fra componenti magistrati e di nomina politica rimane invariato, 2\3 e 1\3. Non vengono modificati i tre articoli della cost. a garanzia dell’indipendenza del p.m.: 1) L’art. 104 della cost. afferma che la magistratura intera, quindi giudici e pubblici ministeri, è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. 2) L’art. 112 della cost. , affermando che l’azione penale è obbligatoria, impedisce qualsiasi interferenza politica nell’azione giudiziaria. 3) l’art. 109 della cost. afferma che il p.m. dispone della polizia giudiziaria così allontanando qualsiasi paura in merito.
Qual è la conseguenza più negativa se vincesse il “NO”?
Il sistema attuale governato dalle correnti rimarrà per i prossimi 30/40 anni e ne uscirà anche rafforzato se dovesse vincere il no. Una anm che è scesa nell’agone politico in modo così pesante trasformandosi in soggetto politico sarà una vera anomalia per la nostra democrazia.
Come risponde questa riforma alle attuali esigenze dei cittadini?
Il cittadino sarà maggiormente garantito da un giudice la cui carriera non dipende dalle correnti e dal controllo delle procure.
Non ritiene che sia un errore trasformare questa consultazione referendaria in uno scontro tra fazioni politiche o, peggio, su un sondaggio di gradimento circa l’attuale governo?
Un errore enorme, ma voluto; i governi passano, la costituzione resta.
Come spiega la Riforma a chi è stato vittima di gravi errori giudiziari?
L’errore giudiziario è inevitabile e lo stesso sistema lo ammette altrimenti non sarebbe previsto un grado di appello e un ricorso in cassazione. La cosa fondamentale è che chi decide sia un giudice libero e non condizionato nella sua decisione da alcuna interferenza. Libero dalla politica e c’è l’art. 104 della cost, libero dal controllo dei pubblici ministeri e viene introdotto il doppio c.s.m. e libero dall’appartenere alle correnti per fare carriera e per questo viene introdotto il sorteggio.
Pensa che l’Alta Corte Disciplinare possa emendare davvero il vulnus dei magistrati che giudicano sé stessi?
Il sistema disciplinare è alterato dal sistema delle correnti che offrono protezione al magistrato. Con l’introduzione del sorteggio per la nomina dei giudici dell’Alta Corte questo sistema viene spezzato.
Perché, secondo lei, tanti che oggi sostengono le ragioni del “No”, un tempo erano per il “Sì”?
Perché ne fanno una lotta politica contro il governo e non guardano con obiettività la riforma. Questa è la riforma dei socialisti e dei radicali. Il PD voleva la separazione delle carriere nel 2019, così come il M5stelle nel 2016 aveva nel programma il sorteggio. Evidentemente lo hanno dimenticato.

















