DELL’AVVOCATO LUIGI ACQUAFREDDA
Non uso i “social”, non partecipo a convegni, incontri, non sono appassionato di politica, non sono nè fascista nè comunista,sono solo un Avvocato che da 50 anni tutela i diritti delle persone dinanzi all’Autorità Giudiziaria.
Sono un civilista e continuo a studiare sui sacri testi la materia più complessa del diritto,cioè il diritto processuale civile.
A quanti voteranno “NO” mi preme ricordare quanto segue:
1) se il no è motivato dal desiderio di far fuori il governo Meloni non ci siamo.
In democrazia l’opposizione non può ridursi ad ostacolare il percorso del governo in carica perchè in preda al delirio di potere. In democrazia chi comanda è chi vince le elezioni,l’opposizione deve essere costruttiva non deve essere ogni santo giorno contro il governo.
Pensasse a vincere le prossime elezioni.
2) ” Giurisdizione” significa ” iuris dictio” ,cioè affermazione del diritto. Chi ha giurisdizione è il giudice ,il quale enuncia la regola di diritto attraverso la sentenza.
Il Pubblico Ministero non è giudice,nel processo è parte ,con gli stessi diritti e doveri delle parti l’art.111 secondo comma della Costituzione recita” Ogni processo si svolge nel contraddittorio delle parti, in condizioni di parità,davanti a giudice terzo e imparziale”
Quindi il p.m. non è giudice,non può appartenere all’ordine giudiziario.
Deve fare un concorso diverso,con materie più specifiche legate alla sua attività di iindagine.
Non deve avere uffici nei tribunali,come non li hanno gli avvocati,ma deve risiedere altrove.
Non può essere collega dei giudici, ci sono casi in cui il p.m. era l’amante della gip!
3) Al di là della necessaria separazione delle carriere,il problema di fondo è che occorre riformare il concorso in magistratura, a cominciare dalle prove scritte.
Fare una prova scritta di diritto amministrativo non ha senso perchè le due giurisdizioni,quella ordinaria e quella amministrativa, sono diverse. Andrebbe fatta una prova di diritto processuale civile e/o diritto processuale penale,materie che si studiano solo all’orale con tante altre materie e su testi sintetici.
Ecco perchè i giudici,che dopo aver vinto iul concorso lasciano i libri,tanto ormai si sono sistemati,commettono tanti errori sul piano processuale
4) e qui veniamo al cuore del problema.
Riporto solo l’opinione di due tra i pù autorevoli studiosi di diritto processuale civile.
Prof. Andre Proto Pisani (l’equivalente di Beethoven nella musica classica): “si dovrebbe provvedere ad una serie di interventi a-b-c-d-e-f-g -h ” REVISIONE DELLA DISCIPLINA DEI GIUDIZI PERIODICI DI PROFESSIONALITA’ DA PARTE DEI CONSIGLI GIUDIZIARI E DEL C.S.M. NEL SENSO DI PORRE FINE AL MALCOSTUME PER CUI MAGISTRATI INIDONEI A SVOLGERE LE PROPRIE FUNZIONI O MANIFESTAMENTE INETTI RIMANGONO IN SERVIZIO FINO ALL’ETA’ DELLA PENSIONE” ( Rivista di diritto processuale civile- Luglio/ottobre 2016 pag.964).
Prof. Crisanto Mandrioli ( l’equivalente di Mozart nella musica classica): “CIò CHE VA AUSPICATO E’ LA FORMAZIONE DI UNA MAGGIORE COSCIENZA PROFESSIONALE DEI MAGISTRATI SENZA SPIRITO DI CASTA E CON LA CONSAPEVOLEZZA CHE IL SISTEMA GIUDIZIARIO DEVE OPERARE AL SERVIZIO SOLTANTO DELLA SOCIETA’ E DEGLI INDIVIDUI ( non quindi dei partiti): IN QUESTA DIREZIONE SEMBRA INEVITABILE RIVEDERE IL
– SISTEMA DI RECLUTAMENTO DEI MAGISTRATI,CHE DOVREBBE ISPIRARSI A CRITERI DI ESTREMO RIGORE SOTTO IL PROFILO ATTITUDINALE IN SENSO AMPIO,OSSIA ETICO-PROFESSIONALE, PRIMA ANCORA CHE ETICO-GIURIDICO, NONCHE’ IL SISTEMA DI PROGRESSIONE NELLA CARRiERA,CHE NON PUO’ ESSERE LASCIATO ALLA SOLA ANZIANITA’,MORTIFICANDO I VALORI INDIVIDUALI” (in Diritto Processuale Civile Vol.!)
E ora,possono anche accomodarsi a scrivere “NO”, ma sarà loro la colpa dei tanti errori giudiziari,delle vite delle persone rovinate da decisioni errate,se non folli ( definire Enzo Tortora “cinico mercante di morte” riesce solo a una mente disturbata!) e dell’annientamento di una coscienza giuridica civile.
In chiusura, ai convegni su questi temi devono partecipare solo gli addetti ai lavori, non chi nella vita si occupa, o fa finta di occuparsi,di altro.
















