«Basta silenzi, servono fatti».
Dopo la rapina di ieri ad una storica gioielleria di via Repubblica, dai commercianti arrivano manifestazioni di profondo sdegno e disappunto.
A scrivere, in rappresentanza degli esercenti della zona, è Gaetano Cioce: «Siamo loro vicini e siamo ancora increduli per quanto accaduto in una delle strade più centrali della nostra città, quella che un tempo era conosciuta come “la strada dello shopping” e che oggi, purtroppo, vede molte attività abbassare le serrande e numerosi locali vuoti, così come accade anche in Via Verdi».
Una lettera indirizzata anche a istituzioni e forze dell’ordine: «Chiediamo al primo cittadino di assumersi la responsabilità del momento che la città sta vivendo e rivolgiamo un appello al questore e al prefetto affinché intervengano con urgenza. Servono più uomini e più mezzi: più polizia locale e forze dell’ordine appiedate, più pattuglie in servizio costante sul territorio. Non è accettabile che in una città densamente popolata come Bitonto la caserma dei Carabinieri durante le ore notturne risulti chiusa e che nell’unico presidio della Polizia di Stato siano operativi soltanto due agenti, con tutte le criticità che questo comporta nella gestione delle emergenze».
«Siamo stanchi, delusi e amareggiati – continua -. Non se ne può più. La sicurezza non può essere percepita come un privilegio, ma deve essere una garanzia per tutti. La Polizia Locale, oltre al controllo della sosta, deve intensificare le azioni contro le scorribande di gruppi di giovani che sfrecciano in città su biciclette e monopattini elettrici, spesso senza casco e contromano, seminando paura tra cittadini e commercianti. Bitonto versa ormai da anni in una condizione di progressivo degrado e abbandono: locali notturni chiusi, centro storico lasciato a sé stesso, strade centrali sempre più insicure. Rapine, furti ai bancomat, spaccate notturne ai negozi stanno minando il tessuto economico e sociale della città. Non vogliamo propaganda né promesse. Vogliamo fatti concreti. La sensazione è quella di essere tornati indietro di almeno quindici anni. Bitonto merita sicurezza, rispetto e presenza dello Stato».

















