“Qui Cassa Blu” non è soltanto il nome di un progetto, ma una vera e propria parola d’accesso all’inclusione. Una formula semplice, pensata per rispondere a un bisogno concreto – e spesso invisibile – delle persone con disturbi dello spettro autistico, che in contesti quotidiani come negozi e supermercati possono trovarsi improvvisamente in difficoltà.
Luci intense, rumori, code e ambienti affollati possono infatti generare stress, disorientamento o crisi. È proprio in questi momenti che pronunciare “Qui Cassa Blu” consente di chiedere aiuto senza bisogno di spiegazioni, attivando immediatamente un supporto adeguato. Gli esercenti aderenti al progetto saranno formati per intervenire con attenzione: offrire priorità alla cassa, ridurre i tempi di attesa e contribuire a creare un ambiente più accogliente e rispettoso. Non si tratta, come ha evidenziato l’assessora al Welfare Lizia Dagostino, «di semplice tolleranza, ma di accoglienza autentica delle differenze: non è un favore che facciamo agli altri, bensì a noi stessi, perché significa allargare la mentalità e rompere i pregiudizi, trasformando ogni fragilità in una possibilità di benessere».
L’iniziativa, promossa dall’associazione Una Finestra sul Blu – APS, è stata accolta dal Comune di Bitonto insieme alle scuole del territorio, agli enti ecclesiastici e alle realtà del terzo settore. Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto alla presenza delle istituzioni locali e regionali, a conferma di una volontà condivisa di costruire una comunità più inclusiva.
Tra queste, il garante regionale dei diritti delle persone con disabilità in Puglia, Antonio Giampietro, che ha sottolineato il valore culturale del percorso avviato: «Il primo passo è abbattere i pregiudizi e rendere visibile chi spesso resta invisibile. Dobbiamo costruire comunità capaci di riconoscere le persone e i loro bisogni, ma anche di dare spazio a chi, per paura del giudizio, tende a nascondersi. Iniziative come questa aiutano a superare le barriere culturali e a mettere davvero al centro la persona».
Un percorso che, come ha ricordato il sindaco Francesco Paolo Ricci, nasce anche da sollecitazioni dirette della comunità: «Nonostante le difficoltà nel reperire risorse, la volontà di inclusione non manca. Il terzo settore bitontino dimostra una sensibilità non comune e il lavoro in rete è l’unica strada possibile: non si può più procedere per compartimenti stagni, serve dialogo e maggiore capacità di comprendere anche le difficoltà meno visibili».
Il progetto è già entrato nel vivo con il lancio di un contest rivolto agli studenti delle scuole bitontine di ogni ordine e grado.
«Saranno loro a realizzare il logo e la locandina di Qui Cassa Blu, da affiggere negli esercizi commerciali che vorranno partecipare all’iniziativa» spiega la presidentessa di Una Finestra sul Blu, Rossella de Carolis. Gli elaborati saranno messi in mostra e valutati da una giuria, che individuerà i vincitori.
«I ragazzi saranno protagonisti anche della fase successiva, dedicata alla sensibilizzazione e alla mappatura delle attività commerciali da coinvolgere e formare, contribuendo così in prima persona alla diffusione del progetto sul territorio».
Un modello che richiama esperienze già avviate altrove, come ha sottolineato il vicesindaco di Trani Fabrizio Ferrante: «Nel 2019 abbiamo lanciato “Trani autism friendly”, con corsi di formazione e momenti di informazione rivolti soprattutto a chi non conosce questa realtà. Abbiamo coinvolto attività commerciali e autotrasportatori, dimostrando che la conoscenza è il primo passo per costruire comunità davvero inclusive».
«Il nostro obiettivo – conclude la presidente Rossella de Carolis, affiancata dalla vice Lucia Calamita – è costruire una rete stabile e duratura, capace di generare coesione sociale, creare opportunità di crescita e attivare percorsi concreti di inclusione, a beneficio dell’intera comunità».















