Aveva ragione lo scrittore, solo i matti e i bambini non mettono le maschere.
Se poi si incontrano uomini dal cuore puro e grande, uno impavido ulisside, l’altro irresistibile artista proteiforme, allora siamo certi che, da un momento all’altro, potrà squadernarsi un miracolo tutto umano, meraviglioso e bellissimo.
Ieri, quattro ragazzi palestinesi – Fares, Yahia, Ola e Sozan, i nomi – sono stati ospiti del regista Lorenzo Scaraggi e della moglie Valentina Mastropasqua, e, a pranzo, hanno trovato la sorpresa della presenza dell’impareggiabile comico fantasista Raffello Tullo con l’altrettanto in gamba consorte Martina Salvatore. Ed è in quelle ore di sospesa, incantata meraviglia, che i giovani, finalmente, hanno potuto pensare solo ai progetti futuri, tra università e lavoro.
Ed è così che si è appalesato il prodigio che dicevamo. Si chiama amicizia – spontanea, vera, disinteressata -, versione nobile dell’amore.
Irresistibile è il racconto dello showman, che pubblichiamo integralmente proprio per non bruttarne la profonda, scavante meraviglia.
“Oggi siamo stati a pranzo a casa di Valentina Mastropasqua e Lorenzo Scaraggi, mio amico trentennale. Ci ha invitati perché aveva bisogno di (cito testualmente) qualcuno che lo aiutasse a creare un’atmosfera gioviale e familiare per degli ospiti a cui teneva moltissimo:
Fares, Yahia, Ola, Sozan.
Quattro ragazzi palestinesi appena approdati in Puglia, grazie ad un progetto umanitario promosso dall’Università di Bari. Abbiamo mangiato come disperati, ma ci siamo anche raccontati un sacco di cose. Questi ragazzi, appena ventenni, hanno lasciato la loro terra e le loro famiglie per sempre, perché là continuano a sparare e far saltare in aria macchine e palazzi, altro che pace.
Fares è rimasto ferito più volte a seguito di diversi bombardamenti. È pieno di ferri e cicatrici, ma è vivo. Ci ha mostrato i video di quando lo hanno operato in una casa (perché non ci sono ospedali) salvandogli la vita.
Ci ha detto che a Gaza non sei mai al sicuro, perché da un momento all’altro può entrarti un drone in casa e spararti un colpo in testa. E l’unica cosa che puoi fare è fuggire. Ecco perché appena ha sentito il rumore di un aereo, si è spaventato.
Noi lo abbiamo rassicurato, dicendogli che i nostri aerei non sparano.
Fares vuole studiare per diventare medico. Yahia , invece, si iscriverà ad ingegneria informatica. Sozan e Ola studieranno scienze politiche e scienze della comunicazione.
Questi ragazzi sono bellissimi, intelligenti, curiosi e con una gran voglia di riscatto. Hanno solo avuto la sfiga di nascere nel posto sbagliato.
Ma hanno una luce negli occhi che nemmeno le bombe sono riuscite a spegnere. Finalmente possono credere in un progetto ed hanno scelto la Puglia per poterlo realizzare.
Li abbiamo invitati a teatro a vedere i nostri spettacoli e ad unirsi a noi per il pranzo di Natale nella nostra nuova casa, perché la loro è stata rasa al suolo.
Non so se oggi abbiamo dato loro un po’ di normalità. Di certo loro ne hanno data a noi: quella che ti fa ricordare che il mondo a volte fa cagare, ok, ma altre volte no.
E che se in una parte del mondo può entrare un drone a toglierti la vita, dall’altra può esserci una porta che si apre, un tavolo che si allunga e un’umanita che quella stessa vita può salvartela“.

















