«Centosessant’anni di un’istituzione scolastica sono sempre una gioia per la società e per la comunità. Ma soprattutto la scuola è il vero avamposto contro l’illegalità e contro il dominio della criminalità organizzata».
Parole pronunciate a Bitonto dal procuratore di Bari, Roberto Rossi, a margine dell’incontro organizzato dal Liceo “Carmine Sylos” in occasione dei 160 anni dalla sua istituzione, che ha messo in dialogo gli studenti con il mondo della giustizia e della cultura.
«La capacità di insegnare ai ragazzi un nuovo modo di vivere, una reazione alla cultura mafiosa che può diventare estremamente pericolosa, è la chiave di tutto – ha aggiunto Rossi –. È bellissimo che la scuola organizzi momenti come questo, collegando la vita di oggi alle antiche tragedie greche. Un modo intelligente per riflettere sul presente attraverso il passato».
Il procuratore ha poi sottolineato anche il valore simbolico del luogo. Il liceo, infatti, anche per la posizione geografica che occupa rispetto al centro storico, rappresenta un presidio civile, un punto di luce in un’area della città vicina al centro storico: «Bisogna riconquistare i territori, riconsegnarli ai cittadini e in particolare i luoghi più antichi, che raccontano le radici di ciascuno di noi e per questo vanno valorizzati».
Durante l’incontro, i ragazzi hanno posto domande sul rapporto tra famiglie, disagio e devianza giovanile. Un tema che, per Rossi, non può essere trascurato: «È importante che i giovani capiscano le radici dei conflitti, delle violenze e delle fragilità che nascono all’interno dei nuclei familiari o dei rapporti sociali. Solo così possono prevenirli».
Un appello, infine, all’educazione come vera prevenzione: «Bisogna alzare la soglia di attenzione e rafforzare le potenzialità antiviolenza. L’educazione viene prima della repressione. Più si educano le persone a comprendere i propri problemi, meno reati si commettono».

















