«Questi luoghi hanno segnato la storia di tutto il secondo millennio e un quarto di secolo di questo terzo millennio della Città di Bari. Vorrei dirvi questo, più che chiedere se siete a conoscenza che è vietato l’uso dei fuochi pirotecnici a pochi metri dai monumenti storici».
Sono parole di padre Giovanni Distante, rettore della Basilica di San Nicola, che nelle scorse ore ha affidato ai social un messaggio che è insieme denuncia e richiamo civico verso quei giovani incivili che, a cavallo della mezzanotte, hanno esploso petardi in piazza San Nicola, a pochi metri dai monumenti storici lì presenti (la Basilica omonima e la chiesa di San Gregorio), in barba ai divieti e al buonsenso.
Ma, tralasciando i riferimenti strettamente baresi, sono parole di cui si potrebbe tranquillamente fare il copia incolla per Bitonto.
Ad essere vittima dell’imbecillità, da noi, è stato il povero Torrione Angioino (anche se in passato anche piazza Cattedrale è stata bistrattata dall’accensione illegale di petardi e fuochi artificiali). Quell’antica torre che, concluse da secoli le battaglie che l’hanno vista protagonista, si trova oggi a combattere un’altra battaglia: quella contro l’inciviltà, l’idiozia e l’indifferenza di chi scambia il fossato di un monumento così importante per un buco inutile in cui gettare fragorosi e pericolosi petardi (a giudicare dalla potenza sarebbe più corretto chiamarli “bombe”), incuranti dei possibili danni che possono subire quelle antiche pietre.
Se questa doveva essere la destinazione d’uso di quel “buco” forse non è stato un bene riscoprirlo!
Petardi sparati da crani disabitati nonostante piazza Cavour fosse strapiena di persone. Non di forze dell’ordine però. Le uniche presenti erano sparute pattuglie di vigili urbani, che potevano fare ben poco in un contesto in cui persino camminare era impossibile. Un petardo scoppiato prima del previsto e, oltre agli arroganti e incoscienti sparatori, qualcun altro avrebbe potuto farsi seriamente male!
Una battaglia che si ripete ogni anno, durante le festività natalizie. Specialmente durante le due vigilie (giorni in cui buon senso e rispetto per la città ormai da anni vanno tradizionalmente in ferie, ma questo è meglio non dirlo per evitare il ripetersi di rogne passate). E, quest’anno, non c’è stata certo eccezione. Diversi i petardi accesi e lanciati, nonostante l’ingente presenza di gente distratta da musica assordante e fiumi di alcol.
Post Scriptum
Abbiamo evitato di parlarne nei giorni scorsi (così come abbiamo evitato di dire che, nel fossato, oltre ai petardi ci finiscono alcuni dei rifiuti che, durante i festeggiamenti delle vigilie, abbondano nel centro storico). Lungi da noi boicottare il turismo natalizio cittadino, come in passato è stato rimproverato alla stampa da chi, forte del supporto social di schiere di maleducati e infervorati hooligans nostrani, preferisce nascondere la polvere del malcostume sotto il tappeto di un malinteso senso del “marketing territoriale”.

















