Più che una fontana monumentale, sembra ormai una piccola palude urbana. E, a guardarla bene, verrebbe quasi da chiedersi se Shrek, passando da piazza XX Settembre, non abbia deciso di lasciare lì un souvenir del suo regno verde.
La segnalazione arriva dal cuore della città, dove la fontana monumentale di piazza XX Settembre continua a mostrare tutte le sue criticità. L’acqua non zampilla, non circola, non viene riciclata. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: quel poco liquido rimasto all’interno della vasca ristagna, assume una colorazione verdastra e restituisce un’immagine tutt’altro che decorosa in uno degli spazi centrali di Bitonto.
Il problema non è soltanto estetico. Una fontana senza acqua corrente, priva di un sistema di riciclo funzionante, finisce inevitabilmente per trasformarsi in un contenitore di ristagni, foglie, sporcizia e cattivi odori. E ciò che dovrebbe contribuire ad abbellire una piazza diventa invece un dettaglio stonato, quasi grottesco, in pieno centro cittadino.
La situazione colpisce ancora di più perché non si tratta di un angolo periferico o poco frequentato, ma di piazza XX Settembre, luogo di passaggio quotidiano per residenti, commercianti, famiglie e visitatori. Uno spazio che dovrebbe rappresentare cura, decoro e attenzione per l’arredo urbano.
La domanda, a questo punto, è semplice: perché una fontana monumentale deve restare in queste condizioni? Se l’impianto non funziona, occorre ripristinarlo. Se il sistema di riciclo dell’acqua non è attivo, va messo in funzione. Se invece la fontana non può essere utilizzata come tale, almeno si eviti che diventi una vasca stagnante dal colore poco rassicurante. In alternativa, si potrebbe valutare una soluzione ornamentale diversa: riempire la vasca con terreno e piante grasse, che generalmente hanno apparati radicali poco invasivi, trasformando così uno spazio oggi degradato in un elemento decorativo gradevole e di facile manutenzione.
Bitonto ha già abbastanza problemi seri da affrontare. Ma anche il decoro quotidiano, quello fatto di dettagli apparentemente piccoli, racconta il rapporto tra una città e i suoi spazi pubblici.
Perché una fontana può anche non essere Versailles. Ma nemmeno la scenografia di una palude fantasy.
















