Un progetto PNRR modificato dopo le prescrizioni della Soprintendenza, ma che secondo il consigliere Francesco Natilla non avrebbe completato tutti i passaggi amministrativi necessari. È attorno ai lavori di riqualificazione di piazza Moro, via Repubblica e piazza Castello che si concentra la richiesta di chiarimenti avanzata dal presidente della Commissione Controllo e Garanzia.
I nodi sono due: la mancata approvazione formale in Giunta della variante progettuale e alcune possibili anomalie nell’affidamento della direzione lavori. L’intervento rientra nei Piani integrati BEI “Fondo dei fondi” ed è indicato negli atti come “Rigenerazione urbana – secondo lotto funzionale Piazza Moro, piazza G. Marconi, piazza Castello”. La base d’asta è di 4.266.676 euro, mentre il contratto risulta stipulato l’11 giugno 2024 per 3.818.675 euro. I lavori sono partiti il 19 gennaio.
Il progetto originario, secondo Natilla, era finanziato per circa 5,6 milioni. Su quell’intervento sono arrivate le prescrizioni della Soprintendenza e del Ministero della Cultura, che avrebbero imposto modifiche rilevanti, riducendo il quadro economico a circa 2,1 milioni. Per il consigliere non sarebbero semplici aggiustamenti tecnici, ma una modifica sostanziale da approvare in Giunta.
A sostegno Natilla richiama una comunicazione dell’8 aprile 2025 dell’allora assessore al Territorio e al PNRR Francesco Brandi. In quella nota si legge che le modifiche, concordate con la Soprintendenza, sarebbero confluite in una variante di progetto da approvare in Giunta. In una successiva nota del 5 marzo 2026, però, il servizio competente precisa che “ad oggi non è stata formalmente adottata alcuna variante al progetto definitivo/esecutivo”. Lo stesso ufficio sostiene che le attività in corso sono “legittime e conformi al progetto approvato”.
“Tuttavia l’amministrazione comunale ad oggi non avrebbe ancora approvato questa variante in Giunta. A nostro avviso è un fatto grave”, afferma Natilla.
Il secondo fronte riguarda la scelta del direttore dei lavori, incarico da circa 160mila euro, per il quale sarebbero arrivate tredici offerte. Dalla determinazione e dai verbali, Natilla sostiene che le schede risulterebbero firmate solo dal componente redattore e dal presidente della commissione, anche RUP, ma non da tutti i membri. Chiede di chiarire se le valutazioni siano state compilate autonomamente e custodite in forma riservata.
La prima richiesta di accesso agli atti risale al 26 gennaio. Sono seguite note al segretario generale quale RPCT, al sindaco e agli uffici. “I chiarimenti richiesti ad oggi non sono pervenuti”, dichiara Natilla. Il timore riguarda anche la scadenza del 30 giugno per completare e collaudare i lavori: se le criticità fossero accertate, secondo il consigliere, potrebbero esserci effetti sul finanziamento.
Per ora si tratta di rilievi circostanziati e richieste di chiarimenti, non di irregolarità accertate. In assenza di risposte formali, il consigliere potrebbe valutare la trasmissione degli atti all’Autorità Nazionale Anticorruzione.
















