«È giusto indignarsi per quanto successo in piazza Cattedrale. Ma non dimentichiamo che episodi simili, spesso anche più cruenti, si ripetono costantemente – in piazza Cattedrale e non solo – senza il clamore di media e social. Biciclette elettriche che sfrecciano tra bambini e passanti, negozi h24 trasformati in luoghi di spaccio, atteggiamenti strafottenti, aggressioni tra adolescenti».
È il commento del consigliere Nicola Acquafredda, a margine degli atti vandalici di piazza Cattedrale. Atti che per Acquafredda non sono episodi sporadici, ma quasi la normalità: «Cosa è stato fatto per sottrarre spazi a questa gente? Cosa è stato fatto per rendere il centro storico più vivo e non un cimitero di attività produttive? Cosa è stato fatto per non buttare a mare un lavoro di dieci anni che aveva reso Bitonto attrattiva anche per i ragazzi dei Paesi limitrofi?»
Per il consigliere, «un centro storico vissuto è un centro storico protetto. Nessuna telecamera sostituirà mai la presenza di una comunità viva – una presenza che, in questi anni, è stata lentamente lasciata scivolare via. Bitonto merita di meglio».
Anche il Partito Democratico esprime «ferma e netta condanna» per gli atti di vandalismo in piazza Cattedrale, «un luogo simbolo della nostra città che merita rispetto, cura e senso di appartenenza così come per tutti gli episodi simili che avvengono in tutta la nostra città e che meritano la stessa indignazione».
Per il Pd, «quanto accaduto non può essere derubricato a semplice bravata. Siamo di fronte a segnali evidenti di un disagio crescente che coinvolge fasce sempre più giovani della popolazione, come dimostrano episodi analoghi in tutta Italia, fino ai fatti gravissimi di Massa Carrara. È un fenomeno che chiama in causa tutti: istituzioni, famiglie, scuola e comunità educante. Proprio per questo, riteniamo che la risposta debba essere all’altezza della complessità del problema. Servono fermezza e responsabilità, ma soprattutto serve coesione. In momenti come questi, ogni uscita estemporanea, ogni presa di posizione individuale non condivisa, ogni tentativo di scaricare altrove responsabilità rischia di essere non solo inutile, ma profondamente dannoso. Si indebolisce l’azione amministrativa, si genera confusione nei cittadini e si trasmette un messaggio sbagliato: quello di istituzioni divise e incapaci di assumersi fino in fondo il proprio ruolo. Chi ha responsabilità di governo è chiamato ad esercitarle con disciplina e senso delle istituzioni, contribuendo a costruire una linea chiara e unitaria. Non è questo il tempo delle fughe in avanti, né delle narrazioni personali: è il tempo del lavoro condiviso e della responsabilità collettiva. Accanto alla necessaria azione repressiva, che va sostenuta con determinazione ma soprattutto con intelligenza senza dimenticare che ci troviamo di fronte a minori, riteniamo indispensabile aprire con urgenza una fase propositiva. È necessario promuovere un momento pubblico di confronto cittadino che coinvolga amministrazione, forze politiche, scuole, associazioni, realtà ecclesiali e famiglie, per analizzare insieme le cause di questi fenomeni e costruire risposte efficaci e durature in un’ottica di una forte alleanza educativa che può essere l’unica soluzione ad un problema che ancora una volta ci trova divisi e polemici».
Bitonto non può permettersi divisioni né scorciatoie comunicative, aggiungono: «Serve una comunità istituzionale che si riconosca in un’azione comune, capace di affrontare con lucidità e coraggio una sfida che riguarda il presente e il futuro dei nostri ragazzi. Il Partito Democratico di Bitonto farà la propria parte, con spirito costruttivo ma con altrettanta chiarezza, perché la credibilità delle istituzioni passa anche dalla capacità di parlare con una sola voce e di agire con coerenza».
















