Dalla Squadriglia Tigre Gruppo Scout Bitonto 2 riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Al Sindaco del Comune di Bitonto
Avv. Francesco Paolo Ricci
Oggetto: Percorso di cittadinanza attiva nell’ambito della specialità di squadriglia in Civitas
Gentile Sindaco,
siamo la Squadriglia Tigre del gruppo scout Bitonto 2 e desideriamo renderLa partecipe del percorso di cittadinanza attiva che abbiamo intrapreso quest’anno nell’ambito della riconferma della nostra specialità di squadriglia in Civitas.

Abbiamo scelto di non limitarci alla teoria o alle semplici attività simboliche: volevamo comprendere davvero cosa significhi vivere in una città “a misura d’uomo” e cosa, concretamente, renda una comunità più vivibile, più moderna e più attenta ai cittadini.
Il nostro percorso è iniziato da Bitonto, dalla nostra città, che amiamo profondamente e che per questo sentiamo il dovere di osservarla anche in modo critico. Prima di guardare altrove, abbiamo studiato il nostro territorio per individuarne bellezze, potenzialità e problematiche.
In questa fase è stato importante il confronto con l’Assessore all’Istruzione Francesco Brandi, con il quale abbiamo discusso apertamente dei punti di forza e delle criticità della nostra realtà cittadina.
Il nostro percorso, però, non si è fermato alla sola osservazione. Abbiamo scelto di agire concretamente attraverso una missione di clean-up vissuta insieme all’associazione 2Hands.
Domenica 17 maggio, guidate dalla dott.ssa Caterina Losito, presidentessa dell’associazione, siamo state impegnate nella pulizia di Piazza della Noce. Questa esperienza ci ha fatto comprendere quanto la cittadinanza attiva non consista soltanto nel denunciare il degrado, ma soprattutto nel mettersi in gioco in prima persona per contrastarlo.

Successivamente, guidate dalle classifiche de “Il Sole 24 Ore”, che collocano Bergamo tra le città italiane con la migliore qualità della vita e con servizi più efficienti per giovani e anziani, abbiamo deciso di recarci lì per verificare personalmente cosa renda davvero una città competitiva e vivibile.
Dal 24 al 26 aprile abbiamo vissuto a Bergamo ospiti di un reparto scout locale, che ci ha accolte con grande fiducia e disponibilità. Durante quei giorni abbiamo esplorato Bergamo Alta e Bergamo Bassa, studiandone la storia, l’organizzazione urbana e il rapporto tra cittadini e spazi pubblici. Il 25 aprile abbiamo inoltre incontrato l’assessora ai Servizi sociali del Comune di Bergamo dott.ssa Marzia Marchesi presso la sede municipale, vivendo un confronto diretto con un’amministrazione capace di dialogare apertamente con i giovani.
Da questa esperienza siamo tornate con una convinzione forte: il vero divario tra città non è soltanto economico o organizzativo, ma culturale. La differenza la fanno i cittadini, il loro senso civico e il modo in cui vivono gli spazi comuni.
Abbiamo notato come in molte città considerate “virtuose” le persone rispettino
maggiormente i luoghi pubblici, utilizzino con naturalezza mezzi sostenibili, partecipino alla vita cittadina e si sentano parte attiva della comunità. A Bitonto, invece, troppo spesso ci si limita a lamentarsi del degrado senza assumersi responsabilità concrete nel miglioramento della città.
Per questo, oltre alla riflessione, desideriamo avanzare alcune proposte concrete di
cittadinanza attiva che, secondo noi, potrebbero rendere Bitonto più competitiva rispetto agli standard delle città più vivibili:
● incentivare iniziative periodiche di volontariato civico per la cura di piazze, parchi e quartieri, coinvolgendo scuole, associazioni e gruppi giovanili;
● creare maggiori spazi di ascolto reale per i giovani, attraverso consulte o incontri
pubblici permanenti con l’amministrazione;
● promuovere campagne di educazione civica urbana sul rispetto degli spazi comuni e sulla sostenibilità ambientale;
● valorizzare maggiormente la mobilità sostenibile, incentivando piste ciclabili sicure e mezzi pubblici più efficienti;
● investire nella manutenzione e nella vivibilità degli spazi pubblici affinché diventino luoghi di incontro e aggregazione, e non aree abbandonate;
● favorire collaborazioni più strette tra Comune e associazioni del territorio, affinché i cittadini non siano semplici spettatori ma protagonisti attivi della vita cittadina.
Crediamo che Bitonto abbia tutte le potenzialità per diventare una città più moderna, vivibile e partecipata. Tuttavia, questo cambiamento non può dipendere soltanto dalle istituzioni: richiede un cambiamento di mentalità collettiva, che parta dai cittadini e soprattutto dai giovani.
Con questa lettera non vogliamo soltanto raccontare un’esperienza scout, ma lanciare una riflessione: una città migliora davvero quando chi la vive smette di considerarla “di qualcun altro” e inizia a sentirla propria.
“Bitonto potrà diventare una città più vivibile non quando imparerà a somigliare alle altre, ma quando i suoi cittadini inizieranno a pretendere il meglio da sé stessi prima ancora che dalla propria città.”
La ringraziamo per l’attenzione e speriamo che il nostro percorso possa rappresentare uno spunto di dialogo e confronto costruttivo per il futuro della nostra città.















