Tre controlli in pochi giorni, sempre lo stesso risultato: porta chiusa e nessuna traccia della coppia che avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari nell’abitazione di via Bovio, a Bitonto.
La vicenda si è conclusa nei giorni scorsi, quando un 30enne originario di Barletta e una 26enne di Molfetta si sono presentati spontaneamente negli uffici del Commissariato di via Traetta, accompagnati dalla madre dell’uomo e dal loro difensore, l’avvocato Giuseppe Galliani.
Nel frattempo, però, il giudice della prima sezione penale del Tribunale di Bari, Ambrogio Marrone, aveva già disposto per entrambi l’aggravamento della misura cautelare: dai domiciliari alla custodia in carcere.
I due erano confinati nell’abitazione bitontina dallo scorso 12 giugno. Il primo controllo risale al 2 agosto, quando gli agenti del Commissariato si sono presentati in via Bovio per verificare il rispetto delle prescrizioni. Nell’appartamento, però, non c’era nessuno.
La situazione si è ripetuta il 6 agosto, questa volta durante un controllo dei Carabinieri della Stazione di Bitonto. Ventiquattro ore dopo sono tornati i poliziotti: anche al terzo accesso entrambi risultavano assenti.
Gli agenti hanno quindi informato la Procura della Repubblica di Bari, trasmettendo una relazione sulle ripetute violazioni. Nel frattempo, i poliziotti del Commissariato di Bitonto hanno avviato le ricerche della coppia, controllando anche le abitazioni di alcuni parenti nella zona 167 di Barletta, dove i due si sarebbero aggirati, e quelle di familiari e conoscenti a Molfetta.
I controlli e le verifiche avrebbero progressivamente messo alle strette i due, che alla fine hanno deciso di presentarsi spontaneamente al Commissariato. Il Tribunale, intanto, aveva ritenuto non più adeguati gli arresti domiciliari rispetto alle esigenze cautelari, disponendone la revoca e la sostituzione con una misura più afflittiva.
Nel provvedimento viene richiamato l’articolo 276 del codice di procedura penale, che consente la custodia cautelare in carcere quando vengono violate le prescrizioni relative al divieto di allontanarsi dal luogo in cui si stanno scontando i domiciliari.
Per il giudice, le assenze registrate «in plurime occasioni» avrebbero rappresentato una «frontale violazione» della misura cui i due erano sottoposti.
Le ricerche sono proseguite per alcuni giorni, con i controlli anche nelle abitazioni dei parenti, senza che la coppia venisse rintracciata. Poi la decisione di consegnarsi. Secondo l’avvocato Galliani, la costituzione è arrivata «dopo aver sollecitato reiteratamente la risoluzione della vicenda».
Ultimate le formalità negli uffici del Commissariato, per entrambi si sono aperte le porte del carcere: il 30enne è stato trasferito nel penitenziario di Bari, mentre la 26enne è stata condotta nell’istituto femminile di Trani.

















