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Home » Pasta al top, cerealicoltori al collasso. Sicolo: “Caro ministro bisogna intervenire”

Pasta al top, cerealicoltori al collasso. Sicolo: “Caro ministro bisogna intervenire”

Gli operatori non coprono costi di produzione, diminuiscono le semine  

La Redazione by La Redazione
1 Agosto 2025
in Cronaca
Pasta al top, cerealicoltori al collasso. Sicolo: “Caro ministro bisogna intervenire”
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“Caro ministro, siamo molto preoccupati”. Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani, pur riconoscendo alcuni risultati importanti centrati dal Governo sullo sviluppo del settore agroalimentare, si rivolge al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida all’indomani dell’importante evento sulla pasta made in Italy (“Pasta, integratore di felicità”) che si è tenuto al Foro Italico di Roma. “Che il 2024 sia stato un anno record per la produzione di pasta italiana è un dato positivo”, spiega Sicolo, “ma per i produttori di grano duro italiano, vale a dire per il primo e più importante anello della filiera, negli ultimi anni le cose sono andate di male in peggio: molti hanno rinunciato a seminare, i raccolti sono stati eccellenti dal punto di vista qualitativo ma sono calati quantitativamente soprattutto in Puglia e Sicilia, cioè nelle regioni leader per la produzione del cereale di punta della cerealicoltura italiana. Al ministro Lollobrigida e al sottosegretario La Pietra riconosciamo il merito di avere almeno avviato Granaio Italia, ma con loro dobbiamo essere molto franchi: occorre che tutte le misure del provvedimento siano attuate e dispieghino completamente i loro effetti per valorizzare e tutelare il lavoro insostituibile dei nostri cerealicoltori e il grano italiano. L’industria della pasta ha triplicato i propri ricavi, il costo della pasta nei supermercati è aumentato, ma i prezzi riconosciuti ai produttori di grano sono quelli di 20 anni fa con i costi di produzione attuali, arrivati anche a 1200-1300 euro per ettaro”.

 

LA RICETTA CIA. Cambiamenti climatici, importazioni selvagge e in continua crescita (soprattutto da Canada, Russia e Turchia), prezzi al produttore inadeguati, squilibri di mercato e concorrenza sleale dei Paesi extraeuropei: sono questi i 5 principali fattori che, secondo CIA Agricoltori Italiani, hanno portato a una crisi profonda la cerealicoltura italiana. “Sulla cerealicoltura e la filiera grano-pasta”, denuncia Sicolo, “rischiamo di essere sempre più dipendenti dall’estero: coltivare grano in Italia è sempre più rischioso e meno remunerativo. Di questo passo, la vera pasta italiana prodotta con grano duro italiano diventerà sempre più una rarità. Ecco perché bisogna agire subito promuovendo meccanismi che valorizzino il grano duro italiano, lo mettano al centro della produzione della pasta 100% made in Italy, con azioni che rendano trasparente e cristallina la totale tracciabilità e riconoscibilità del percorso dal campo di grano italiano alla produzione di pasta realmente made in Italy. I consumatori devono essere messi nelle condizioni di capire, leggendo l’etichetta, se la pasta che stanno acquistando è realizzata davvero utilizzando come materia prima il grano duro italiano. Occorre che l’Italia e l’Europa tutelino le nostre produzioni. A differenza del Canada, noi non utilizziamo glifosato. Occorre che i controlli sulle importazioni siano sistematici. Ed è necessario un vero patto di filiera tra la parte industriale e i cerealicoltori: se le cose continuano ad andare come negli ultimi anni, l’industria non avrà più grano italiano per produrre la pasta made in Italy”.

 

Il prezzo del grano duro è ormai sceso sotto la soglia dei 30 euro a quintale. Da diversi anni, ormai, le superfici coltivate a grano duro si stanno riducendo. Continuando a penalizzare gli agricoltori, rischiamo di non avere più una cerealicoltura nazionale. Addio sovranità alimentare e addio made in Italy nella filiera grano-pane-pasta.

 

L’APPELLO. “Confidiamo nel lavoro del ministro, affinché siano attuate azioni incisive per colmare lo squilibrio e il divario tra la parte industriale, che si accaparra la quasi totalità dei profitti, e i cerealicoltori costretti a produrre senza nemmeno coprire i costi di produzione. CIA Agricoltori Italiani – conclude Sicolo – continuerà a fare la propria parte con spirito costruttivo e collaborativo, con l’unico obiettivo di tutelare presente e futuro della filiera del grano, lavorando con la massima determinazione per garantire una più equa e giusta remunerazione dei cerealicoltori italiani, condizione imprescindibile per garantire un domani a tutto il settore”.

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