Otto anni separano due idee diverse su come affrontare uno dei problemi storici di Bitonto: il traffico e la carenza di parcheggi nel centro urbano. Oggi l’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Paolo Ricci punta sulla possibilità di realizzare un parcheggio interrato proprio sotto piazza Marconi. La proposta di project financing, presentata nel luglio 2025 da Primos srl e Quadrifoglio Costruzioni srl, prevede tre livelli sotterranei e 382 posti auto, con una concessione della durata di 40 anni. Con la delibera di Giunta n. 162 del 24 luglio scorso è stato riconosciuto il preliminare interesse pubblico dell’intervento ed è stato avviato l’iter, che dovrà ancora passare attraverso le verifiche tecniche ed economiche, la comparazione delle eventuali proposte concorrenti e i successivi passaggi amministrativi.
Ma tornando indietro al 2018 si ritrova negli atti comunali una filosofia differente. Il 21 giugno di quell’anno il Consiglio comunale, durante l’amministrazione di Michele Abbaticchio, approvò il Documento intermedio del Piano urbano della mobilità sostenibile, il Pums, redatto dalla società Sit&EA. Non si trattava del Pums definitivo – il provvedimento precisava che quel documento costituiva l’«avvio del processo di costruzione» del piano vero e proprio – ma conteneva già analisi, scenari e indirizzi piuttosto netti sulla futura organizzazione della sosta e della mobilità.
Piazza Marconi compariva, ma non come luogo nel quale concentrare nuova capacità di parcheggio. Anzi. Il primo intervento individuato dal Pums per il biennio 2018-2019 partiva dalla necessità di ridurre i flussi circolanti proprio attorno a piazza Marconi, con l’obiettivo di diminuire il numero dei veicoli e recuperare spazio per pedoni e biciclette. Il documento indicava inoltre misure per disincentivare il raggiungimento del centro in automobile, accompagnate dall’estensione della Ztl e dall’introduzione di una Zona a sosta regolamentata.
Il principio era quello di portare progressivamente la sosta verso l’esterno. Il Pums ipotizzava una tariffazione crescente man mano che ci si avvicinava al centro storico e, contemporaneamente, l’attivazione di parcheggi di interscambio nelle zone più esterne dell’abitato, collegati al centro attraverso navette, trasporto pubblico e percorsi pedonali o ciclabili. La finalità dichiarata era «ridurre l’afflusso dei veicoli privati nell’area centrale» e dissuadere progressivamente la penetrazione dell’automobile nel cuore della città.
E le aree erano state anche individuate. La prima, immediatamente disponibile, era il park&ride già realizzato ma mai entrato in funzione tra via Domenico Urbano e via Messeni, con 110 posti auto. A questa si aggiungevano piazza Monsignor Aurelio Marena, accanto alla Basilica dei Santi Medici, e le aree del polo sportivo a sud. Altre possibilità erano indicate a nord della ferrovia, nella zona artigianale, e ancora a sud, nei pressi del Palazzetto dello sport e dell’istituto Maria Cristina di Savoia.
Anche i parcheggi interrati erano contemplati. Ma, nello scenario decennale, le localizzazioni richiamate erano l’area del park&ride e piazza Monsignor Aurelio Marena, con estensione sotto piazza XXVI Maggio 1734. Per il park&ride si immaginava inoltre in superficie un terminal per gli autobus, proprio allo scopo di risolvere quello che il documento definiva «l’annoso problema» del capolinea allora collocato in piazza Marconi, «nel cuore della città».
Il dato che emerge dagli atti è però un altro: la strategia allora disegnata puntava a diminuire la pressione automobilistica sul centro, distribuendo la sosta su parcheggi di attestamento esterni.
C’è poi un elemento politico-amministrativo che lega direttamente le due stagioni. La delibera del 2018 fu approvata all’unanimità dai venti consiglieri presenti. Fra i voti favorevoli risultano quelli di Francesco Brandi, Cosimo Bonasia e Giuseppe Santoruvo. Oggi tutti e tre siedono nella giunta Ricci: Bonasia ha, tra le altre, proprio la delega alla Mobilità e ai trasporti, Brandi è assessore al Bilancio e Santoruvo all’Ambiente e alle Attività produttive.
È qui, più che nel semplice confronto tra due localizzazioni, che si apre la questione: in otto anni è cambiata la strategia e la visione della città del futuro? Il progetto di piazza Marconi dovrà ancora superare le valutazioni previste dall’iter avviato dalla Giunta. Ma il confronto con il Pums del 2018 mette nero su bianco il punto di partenza: allora la direzione indicata era intercettare le auto prima del centro; oggi si valuta di creare 382 nuovi posti proprio nel suo cuore.

















