Finirà davanti al giudice per le indagini preliminari il prossimo 4 marzo una 38enne di Bitonto, accusata di danneggiamento e vilipendio di un emblema dello Stato, con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso.
Secondo l’accusa, la donna sarebbe responsabile del vandalismo della panchina nera dedicata alle vittime delle mafie, installata in piazza Caduti del Terrorismo, a pochi passi da Porta Robustina. Un luogo altamente simbolico per la città: proprio lì, otto anni fa, perse la vita Anna Rosa Tarantino, l’84enne rimasta uccisa accidentalmente durante una sparatoria tra clan rivali impegnati nel controllo delle piazze di spaccio.
L’episodio dopo l’inaugurazione con Nicola Gratteri
I fatti risalgono alla sera del 28 agosto 2024. Come ricostruito dagli agenti del commissariato di Polizia di Bitonto, la 38enne avrebbe divelto la panchina antimafia, inaugurata solo poche ore prima alla presenza del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, per poi abbandonarla a breve distanza dal punto originario.
Per la Procura, non si sarebbe trattato di un semplice atto vandalico. L’imputata, ritenuta vicina a esponenti del clan Cipriano, avrebbe agito in modo plateale e dimostrativo, con l’obiettivo di affermare la supremazia del gruppo criminale attivo nell’area e lanciare un chiaro messaggio di sfida alle istituzioni, di cui la panchina rappresenta un simbolo.
La risposta dello Stato e delle istituzioni locali
Già il giorno successivo al danneggiamento, la panchina fu ripristinata nel corso di una cerimonia ufficiale alla presenza del prefetto di Bari Francesco Russo, dell’allora questore Giovanni Signer, delle forze dell’ordine e dei rappresentanti dell’amministrazione comunale.
Un gesto fortemente simbolico, volto a ribadire la presenza dello Stato sul territorio e la ferma volontà di non arretrare di fronte a quella che fu definita “un’offesa alla società civile”.
Comune parte civile e Regione Puglia persona offesa
Dura la condanna anche da parte del sindaco Francesco Paolo Ricci, che parlò di “atto di prepotenza indicibile”. L’amministrazione comunale decise infatti di presentare una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Bari, avviando l’iter giudiziario.
Il Comune di Bitonto ha già annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo, con l’obiettivo di ottenere il risarcimento dei danni e le restituzioni previste.
L’avviso di fissazione dell’udienza preliminare è stato notificato anche alla Regione Puglia, individuata come persona offesa dal reato.

















