Una corona di fiori deposta sotto la targa che ne ricorda il nome, nella zona di Porta Robustina, all’inizio di via dei Martiri, laddove otto anni fa venne assassinata durante un conflitto a fuoco tra gruppi criminali rivali. La città di Bitonto ha ricordato, ancora una volta, Anna Rosa Tarantino, 84enne vittima innocente di mafia, uccisa il 30 dicembre 2017 nello scontro tra i clan Conte e Cipriano. Alla commemorazione hanno preso parte i rappresentanti di Libera, dell’amministrazione comunale, del mondo dell’associazionismo, delle scuole, delle parrocchie e del volontariato cittadino. Un momento che, negli anni, ha registrato una partecipazione crescente soprattutto grazie alla partecipazione delle scuole.
«Quello che è cambiato è la maggiore partecipazione – ha spiegato don Angelo Cassano, referente regionale di Libera –. I primi anni è stato difficile, ma dall’anno scorso vediamo un risveglio più forte. I mali di questo territorio e dell’intera provincia restano: una mafia che si infiltra nell’economia e che rischia di diventare un mito per i giovanissimi. È questo che ci spaventa di più. Per questo questi momenti non devono servire solo a commemorare, ma a smuoverci, ad assumerci responsabilità, a partire dalle istituzioni e dall’associazionismo».
Cassano ha ricordato anche il presidio cittadino di Libera nato lo scorso anno: «Dobbiamo agire sempre più di squadra. Rifiutiamo la normalizzazione e la rassegnazione. La vita di Anna Rosa Tarantino continua attraverso il nostro impegno quotidiano e le nostre scelte».
Sul valore civile dell’appuntamento ha insistito anche il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci: «È un appuntamento che si rinnova, fortemente voluto dalle associazioni, dalle scuole, dal volontariato, dalle parrocchie, dal Comune e dalle istituzioni. Serve a ribadire il nostro no a ogni forma di illegalità e criminalità e a proseguire un percorso di responsabilità che deve vederci tutti protagonisti per il benessere della comunità. C’è grande partecipazione, maggiore sensibilità e attenzione. C’è voglia di sporcarsi le mani».
A portare la voce della famiglia, Franco Lippolis, nipote della vittima: «Ringraziamo per tutto quel che si sta facendo per nostra zia. Quel 30 dicembre 2017 fu un brutto giorno per la nostra famiglia e per l’intera cittadinanza».
Presenza immancabile, come ogni anno, Pinuccio Fazio, padre di Michele, ragazzo ucciso nel 2001 a Bari nel nelle stesse modalità di Anna Rosa Tarantino. Fazio ha sottolineato la sua scelta di continuare a vivere in quel centro storico del capoluogo in cui i clan spadroneggiavano, ribadendo con fermezza la lotta intrapresa, insieme alla moglie Lella, per la legalità e la giustizia: «Ci chiamano infami e hanno ragione. Siamo orgogliosi di esserlo. Oggi il nostro è un quartiere più vivibile».
Nel suo discorso, Fazio ha anche ricordato Antonella Lopez, la diciannovenne uccisa nel settembre 2024 nella discoteca Bahia di Molfetta in una sparatoria ad opera di individui legati a clan baresi.
Presente anche il presidio scolastico di Libera intitolato ad Anna Rosa Tarantino, che, in uno con l’amministrazione comunale, ha fortemente voluto questa marcia significativa.
Presidio nato il 18 dicembre 2024 e presieduto dalla professoressa Annalisa Noviello, che ha guidato magistralmente la serata: «Siamo orgogliosi che sia partito da una scuola, luogo in cui si costruisce il futuro e si impara a discernere il bene dal male. Da presidio scolastico è diventato presidio cittadino, aperto alle associazioni e ai cittadini. Il nostro obiettivo resta la diffusione della cultura della legalità, della democrazia e della non violenza».

















