Ordine pubblico, sicurezza. Non esattamente due sinonimi, semmai due concetti – la geometria ci chiuda un occhio – paralleli e secanti ad un tempo. È necessario che essi camminino insieme, si armonizzino e s’incontrino.
Si è parlato spesso qui del disagio vissuto dai proprietari di fondi rurali specie nelle periferie, a sèguito di atti d’illegalità sempre più odiosi. Ad essere violato è il diritto, riconosciuto dalla Costituzione, alla tutela del patrimonio privato e all’incolumità fisica e morale dei cittadini. Ma come si realizza tale diritto?
Accanto alla doverosa prevenzione culturale, che si dovrebbe attuare nelle istituzioni della socializzazione primaria (famiglia, scuola, chiesa), un ruolo cruciale, sul versante del contrasto del fenomeno delinquenziale, lo svolgono le forze dell’ordine impegnate nella repressione di quelle forme di micro e macro-criminalità che danneggiano il tessuto sociale e minano alle fondamenta ogni presupposto di convivenza civile, di legalità e di tranquillità sociale.
E spesso, come giornalisti, ci si ritrova nella frustrante situazione di dover registrare le più disparate geremiadi dei cittadini, conseguenza di atti delinquenziali che danneggiano la proprietà privata, con l’inevitabile dito puntato sulla “mancanza di controlli”. O sulla loro inadeguatezza.
Ma capita anche, una tantum, di raccogliere dai nostri agricoltori testimonianze di segno opposto, cioè storie finite bene, col sostanziale recupero del maltolto. Storie che meritano una minima cronaca benevola. Tutto questo si deve a controlli efficaci che hanno saputo coniugare la sorveglianza tradizionale con le tecnologie più avanzate per contrastare efficacemente furti e atti vandalici, per non dire dei crimini ambientali.
È il caso della stagione in corso, e di un servizio di vigilanza, particolarmente apprezzato dai consorziati, che una locale società consortile di Guardie Giurate offre su tutto il tenimento bitontino. Pattugliamento, ispezione, segnalazione e prevenzioni, sono le fasi dell’operatività che una decina di vigilanti assicurano ai propri utenti, con ottima riuscita sia in termini di monitoraggio di attività sospette che di rapidità di risposta. Il tutto, in un’attività di costante raccordo con Carabinieri e Polizia di Stato.
Un gruppo di vigilanti che, stando ad alcune testimonianze giunte da diversi utenti, ha ben inteso lo spirito più autentico del servizio che va al di là degli obblighi contrattuali e degli oggettivi miglioramenti qualitativi indotti dall’utilizzo delle tecnologie (mappature tramite app, videosorveglianza, sistemi satellitari) e che si basa sulla continua interazione con l’utente.
Si spiega così la “missione” dei vigilanti in favore degli agricoltori-consorziati, poiché il più delle volte la guardia è essa stessa agricoltore e figlio di agricoltori, e quindi idealmente il primo “custode” dell’ambiente e del territorio. E non si fa mistero dei successi recenti ottenuti dalla squadra, di concerto con le Forze dell’Ordine, sintetizzabili in interventi mirati e riusciti, furti sventati e relativo bottino recuperato.
Il servizio è h24 su tutto l’agro bitontino, fino ai confini di Terlizzi, Ruvo, Toritto, Binetto, con una tempistica d’intervento che va dai 10 ai 15 minuti. I primi incoraggianti risultati ci dicono di furti notevolmente ridotti durante l’attuale stagione di raccolta.
Una pianta, un albero, un orticello, sono l’opera d’arte di un contadino, le sue creature cresciute con amore paterno, in ogni fase della crescita. Il raccolto è il risultato di ritmi di lavoro incalzanti e di tanta, amorevole attenzione posta nella coltivazione. Quella pianta, quell’albero, quell’orticello, legittimamente protetti, sono la metafora di un mondo ideale di diritti e di libertà nel quale vorremmo si specchiasse la nostra dignità di lavoratori e di cittadini.

















