La seconda sezione penale della Corte di Appello di Bari ha assolto Tommy Parisi, figlio del boss Savinuccio, con la formula «per non aver commesso il fatto». In primo grado, nel dicembre del 2022, Parisi era stato condannato a otto anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici con l’accusa di associazione mafiosa.
La decisione arriva nell’ambito del processo legato all’inchiesta “Do ut des”, che riguardava una lunga serie di presunte estorsioni ai danni di cantieri edili, dove — secondo l’impostazione accusatoria — venivano imposte guardianie e forniture di materiali da parte di soggetti vicini ai clan.
In appello, i giudici hanno invece confermato le condanne più severe a carico del bitontino Emanuele Sicolo, imprenditore pregiudicato, a cui restano i venti anni di reclusione inflitti in primo grado. Confermata anche la condanna di Mario Di Sisto (dieci anni e sei mesi), mentre è stata ridotta a otto anni e mezzo la pena per Alessandro Sicolo, già condannato a dieci anni. Per altri sei imputati, la Corte ha dichiarato la prescrizione del reato.
La sentenza conclude il secondo grado di giudizio di un processo che ha coinvolto numerosi soggetti dell’area barese e che aveva ipotizzato un sistema di pressioni sistematiche nel settore edilizio.

















