Ergastolo per Geovani Bernia Castillo, il 28enne di origine italo-cubana ritenuto responsabile dell’omicidio del 50enne Antonio Monopoli, ucciso all’alba del 29 aprile 2023 nel centro storico di Bitonto. La Corte d’Assise di Bari, presieduta dal giudice Sergio Di Paola, lo ha riconosciuto colpevole di omicidio volontario, condannandolo alla pena dell’ergastolo.
La sentenza prevede anche il pagamento delle spese processuali, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e tre anni di libertà vigilata al termine della pena. Stabilito inoltre il risarcimento dei danni in favore dei figli della vittima. Le motivazioni saranno depositate entro novanta giorni.
Il delitto maturò nel cuore della città vecchia, nei pressi di Porta Robustina. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Monopoli fu colpito con due fendenti al petto intorno alle quattro del mattino. Nonostante le gravissime ferite, tentò di raggiungere a piedi l’ospedale civile, ma dopo circa settecento metri percorsi si accasciò su via Bellini, a pochi metri dalla meta. Il suo corpo fu ritrovato riverso sul marciapiede. L’autopsia accertò che la morte era sopraggiunta per shock emorragico provocato dalle coltellate al torace.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il movente sarebbe scaturito da un diverbio banale: la vittima avrebbe rifiutato di offrire una sigaretta al suo aggressore. Un gesto minimo degenerato in violenza, maturato nel microcosmo dello spaccio che gravita nel centro storico, dove spesso i consumatori diventano anche piccoli spacciatori.
Determinante per le indagini fu la testimonianza di un amico della vittima, presente al momento dell’aggressione. L’uomo riconobbe il presunto assassino anche durante una individuazione fotografica. Gli investigatori accertarono inoltre che Bernia Castillo aveva con sé due coltelli nascosti nella tasca della felpa.
Il 28enne fu fermato poco dopo alla stazione ferroviaria con vestiti e mani sporchi di sangue. Durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero si dichiarò estraneo ai fatti, sostenendo di essersi ferito dopo una caduta mentre rientrava a piedi da Ruvo a Bitonto lungo i binari della ferrovia. Una versione ritenuta non credibile e smentita dagli elementi raccolti dagli investigatori.
Nel corso del processo la difesa, rappresentata dall’avvocato Margherita Matrella, ha sostenuto anche l’ipotesi di una incapacità di intendere e volere dell’imputato. Tesi esclusa dalla perizia dello psichiatra forense Roberto Catanesi, docente dell’Università di Bari.
Nel novembre 2023, mentre era già detenuto, Castillo tentò anche la fuga dall’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce durante una visita medica, ma fu rintracciato poco dopo dagli agenti della polizia penitenziaria. Il 28enne risulta inoltre indagato in un altro procedimento per un’aggressione avvenuta a novembre 2022 a Bitonto, quando avrebbe accoltellato il titolare di una kebabberia.
Dopo il deposito delle motivazioni della sentenza potrebbe emergere anche l’aggravante della premeditazione. Secondo le indagini, infatti, l’uomo da tempo stava cercando di procurarsi dei coltelli.
«Dopo una articolata istruttoria è stata fatta finalmente luce sul delitto del povero Monopoli – ha dichiarato l’avvocato di parte civile Luigi Ventola –. Avevo promesso ai suoi figli che, pur non potendo più riabbracciare il loro padre, avrebbero almeno avuto la certezza che giustizia sarebbe stata fatta».

















