“Rigenerare una città non significa complicare la vita alle persone. Così non è progresso, è disordine annunciato”. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Francesco Toscano, commenta così le novità che interesseranno la viabilità bitontina a partire da lunedì e denuncia un “grave rischio sicurezza”.
Dato l’imminente inizio dei lavori che interesseranno piazza Aldo Moro, il tratto terminale di via Repubblica e la strada tra la piazza e la chiesa di san Francesco non saranno più percorribili. Gli automobilisti, provenienti sia da via Repubblica che da via Vitale Giordano, dovranno svoltare verso via Garibaldi, che cambierà senso di marcia proprio come via Montemar.
Per il meloniano, “all’incrocio tra via Repubblica e via Garibaldi, con l’immissione anche da via Giordano, si creeranno ingorghi e possibili incidenti”. Dito puntato contro l’amministrazione anche per aver cancellato “decine di posti auto tra piazza Moro, via Repubblica, via Garibaldi, via Giordano e strade limitrofe, senza studiare soluzioni. Nessun piano alternativo. Nessuna attenzione per chi non ha un box auto. Questo genererà solo più soste selvagge e caos”.
Difficoltà che sarebbero state superate con la realizzazione, anche attraverso un project financing, di un parcheggio multipiano interrato nella vicina piazza Marconi, “opera strategica più volte annunciata dal sindaco, ma su cui è calato il silenzio” denuncia il consigliere Franco Natilla (I Riformisti – Fronte del Lavoro). E nulla si saprebbe anche del progetto di riqualificazione della piazza aggiornato, “non condiviso né con la massima assise né con la comunità”.
“Avviare un cantiere, modificare la viabilità e intervenire su un’area così delicata senza aver definito e reso pubblico l’intero quadro delle opere connesse significa agire con approssimazione e senza una visione organica dello sviluppo della città” attacca Natilla, sottolineando anche l’esistenza di un “rischio concreto e gravissimo. Le stringenti disposizioni del PNRR impongono che i lavori siano conclusi entro giugno prossimo. È ormai altamente probabile che tale scadenza non venga rispettata, con la conseguenza di perdere oltre 5 milioni di euro di finanziamenti e, soprattutto, di lasciare la città con un cantiere aperto per anni, paralizzando una delle sue zone più importanti”.
Osservazione condivisa anche da Dino Tafuto, anima di Rifondazione comunista, che chiama a raccolta i cittadini: “domenica 18 alle 10 scendiamo in piazza a protestare”.

















