Il cantiere dello stadio “Città degli Ulivi” è davvero in dirittura d’arrivo. Dopo quasi quattro lunghi, affannosi anni, finalmente il Bitonto potrà tornare a giocare partite ufficiali sul prato dell’ex “Comunale”.
L’atmosfera quasi euforica che accompagna la notizia non poteva sfuggire a Franco Natilla, consigliere comunale dei “Riformisti – Fronte del Lavoro”, da sempre appassionato e acuto lettore di vicende sportive.
Ecco quel che ha scritto in un post: “Mancava solo il taglio del nastro con il tappeto rosso per un paio di panchine, come se in questi anni non fosse accaduto nulla. Dopo quattro anni di ritardi per lavori che dovevano durare solo 6 mesi, assistiamo oggi all’ennesimo teatrino di ringraziamenti incrociati. Un semplice atto di ordinaria amministrazione spacciato per un’impresa eroica. Ci si dimentica forse di quando siamo stati resi ridicoli con l’utilizzo di sedie da cucina piazzate al posto delle panchine in sede di verifica tecnica? Un episodio surreale che ha messo Bitonto alla berlina. E oggi dovremo persino ringraziare un collaboratore del Sindaco per queste gravi responsabilità di guida e indirizzo politico? Ma siamo seri!”.
E prosegue perentorio: “Senza contare che la tribuna, invece di essere munita dei sediolini promessi per i tifosi, si ritrova oggi con dei meri numerini verniciati sul cemento. La realtà che si vive sul campo è un’altra. Dietro i selfie e le sfilate ci sono anni di sacrifici reali con le Società sportive costrette a fare salti mortali tra mille incertezze e disagi logistici; atleti che hanno subito disservizi continui per potersi semplicemente allenare; un impianto storico mortificato da tempi eterni, tagli ai progetti e soluzioni d’emergenza“.
“Di fronte a tutto questo non servono autocongratulazioni. Servirebbero un briciolo di umiltà e la correttezza di chiedere scusa all’intera comunità di Bitonto, Palombaio e Mariotto. Lo sport bitontino merita rispetto, programmazione e strutture davvero all’altezza. A quando il tanto agognato salto di qualità?“, l’amara conclusione di Natilla.
















