Chi è stato vento non smette mai di soffiare nel cuore di chi lo ha amato.

Tutte le volte che andavo a trovare il massimo pilota di motociclismo che abbia avuto la nostra città, Michele era lì che brillava dentro gli occhi di Luigi.
“Sì, se non ci fosse stato mio padre, io non avrei fatto nulla. Era un grande ed è stato sempre la mia fonte di ispirazione e mi ha sostenuto sempre, sì, il primo mezzo me lo trovò lui, nonostante non sempre fosse facile, soprattutto per chi voleva sfondare nel mondo della velocità venendo dal sud come me“, mi confessò un giorno in cui mi raccontò tutta la sua luminosa carriera.
Ancona: un cognome, una garanzia. Una famiglia, una scuderia. Il talento motoristico che si tramanda per via ereditaria.

A cavallo fra i Sessanta e i Settanta del secolo scorso, quando ci voleva davvero coraggio per coltivare una passione così, numerosi furono i motodromi italiani illustrati dalla spericolata classe di questo centauro-pioniere in sella alla sua MotoBi di Benelli.
Oggi, nel triste giorno della sua dipartita, il figlio, col cuore colmo di commozione e gratitudine, gli ha dedicato un post significativo: “Ora sì che puoi tornare a dare gas“.
E qualcuno ha visto volare fra le nuvole un casco con una lettera che è il principio di tutto: la A di Ancona…















