Un quadro “preoccupante” e “in costante aggravamento”. È così che, numeri alla mano, viene descritta la condizione della criminalità minorile nel distretto di Bari – che comprende anche BAT e Foggia – nella relazione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni.
I delitti denunciati e iscritti sono saliti complessivamente a 847, contro i 594 del periodo precedente, con incrementi che attraversano quasi tutte le principali fattispecie di reato.
“In particolare – si legge nella relazione – si registra una criminalità minorile sempre più protesa verso la commissione di reati caratterizzati da particolare aggressività”. Le lesioni personali volontarie passano da 147 a 253, i furti da 107 a 121, le rapine da 31 a 56, mentre i reati legati allo spaccio di stupefacenti salgono da 100 a 125. Crescono anche i reati contro la pubblica amministrazione, da 87 a 151.
Allarmante il fronte dei reati sessuali. Le violenze sessuali e i reati di pedofilia passano da 53 a 60, con un aumento delle denunce per pedofilia e pedopornografia che, a livello distrettuale, segnano un +11% nell’ultimo anno. “Colpisce – evidenzia la Procura – come molti minori non abbiano piena percezione del disvalore penale e sociale delle condotte commesse sul web”, in particolare sulle principali piattaforme social.
Il contesto familiare resta un nodo cruciale. “Persistono casi di maltrattamenti diretti e violenza assistita”, spesso legati a povertà economica, dipendenze e disgregazione dei nuclei. Non manca il riferimento ai clan di tipo familiare, tipici soprattutto dell’area barese: “Il vincolo di sangue può essere un fattore di chiusura, ma consente anche di intercettare precocemente i minori e spezzare la trasmissione generazionale della cultura mafiosa”.
Da qui l’obiettivo dichiarato del Tribunale: “scardinare l’idea che i figli dei mafiosi siano destinati inevitabilmente a esserlo”, puntando su interventi educativi, contrasto alla dispersione scolastica e strumenti di prevenzione come il decreto Caivano e la nuova normativa su bullismo e cyberbullismo. Una sfida che chiama in causa non solo la giustizia, ma l’intera comunità.

















