Da Bitonto al Teatro Antico di Taormina, passando per il successo internazionale, le piattaforme streaming, la musica e il cinema. Michele Morrone continua a portare il suo nome sui palcoscenici più prestigiosi e questa volta lo ha fatto nella cornice del Nations Award – Thinkingreen 2026, la manifestazione che ogni anno riunisce in Sicilia volti del cinema, della cultura, dello spettacolo e della sostenibilità.
L’attore e cantante bitontino è stato tra i protagonisti della ventesima edizione del premio, celebrata a Taormina dal 25 al 28 giugno, con il gala nella suggestiva cornice del Teatro Antico. Accanto a lui, tra gli ospiti e premiati, anche nomi di rilievo del panorama nazionale e internazionale come Sergio Castellitto, Alessandra Mastronardi, Margherita Mazzucco, Mădălina Ghenea, Özge Özpirinççi, l’egittologo Zahi Hawass e l’architetto Mario Cucinella.
Per Morrone si tratta di un nuovo riconoscimento in un percorso artistico ormai pienamente internazionale. Nato a Bitonto nel 1990, si è imposto al grande pubblico con il ruolo di Massimo Torricelli nella saga “365 giorni”, diventata un fenomeno globale su Netflix. Da lì la sua carriera ha preso una dimensione sempre più ampia, tra recitazione, musica, moda e produzioni internazionali.
Il Nations Award ha valorizzato proprio questa traiettoria: quella di un artista capace di parlare a pubblici diversi e di muoversi tra cinema e musica con un’identità ormai riconoscibile anche fuori dall’Italia.
La presenza di Michele Morrone a Taormina rappresenta anche un motivo di orgoglio per Bitonto, città da cui parte la sua storia personale. Un legame che, anche quando la carriera prende strade lontane, resta dentro il racconto di chi è riuscito a trasformare ambizione e determinazione in un profilo internazionale.
Il premio siciliano arriva in un momento di ulteriore consolidamento per l’attore, già al centro di progetti cinematografici e televisivi destinati al pubblico globale. Morrone ha continuato a lavorare su produzioni estere, confermando la volontà di non restare imprigionato in un solo ruolo o in una sola immagine.
















