«Ritengo doveroso esprimere il mio profondo rammarico per il clima di dubbi e sospetti creatosi in città fra coloro che usufruiscono del servizio mensa».
Così il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci, interviene sulla vicenda della refezione scolastica, alla vigilia della ripresa delle attività didattiche dopo la pausa di fine anno.
Allo stesso tempo, il primo cittadino assicura che «costituisce una priorità assoluta per l’amministrazione comunale l’obiettivo di rafforzare strumenti e modalità di monitoraggio della qualità della refezione scolastica in tutte le sezioni cittadine».
Ricci sottolinea come, dai questionari raccolti dal gestore del servizio nelle scuole di Bitonto, emerga «un livello complessivo di soddisfazione comunque positivo da parte degli insegnanti che usufruiscono della mensa insieme agli alunni». Le criticità segnalate, precisa il sindaco, riguardano «una piccola percentuale rispetto al numero complessivo degli intervistati» e sono state oggetto, nelle scorse settimane, «di un confronto puntuale tra il Comune e la società affidataria del servizio».
«Le risposte fornite punto per punto – spiega – ci rassicurano sulla correttezza operativa dell’azienda che fornisce quotidianamente i pasti nelle nostre scuole, nel rispetto dei vincoli quali-quantitativi previsti dalla regolamentazione sanitaria regionale».
Nonostante ciò, l’amministrazione intende rafforzare ulteriormente il sistema di controllo. «Alla ripresa del servizio – annuncia Ricci – il nostro impegno sarà orientato a un potenziamento delle modalità e degli strumenti di monitoraggio della qualità, sia oggettiva che percepita». Tra le misure previste, il raddoppio dei sopralluoghi settimanali a sorpresa negli istituti scolastici e «un maggiore coinvolgimento dei bambini e delle famiglie utenti».
«Al di là del rispetto formale delle normative e delle indicazioni dei competenti uffici ASL – conclude il sindaco – vogliamo dare il giusto rilievo al giudizio di chi usufruisce ogni giorno della mensa, su aspetti fondamentali come varietà delle pietanze, quantità, aspetto e bontà del cibo, igiene e pulizia dei locali, gentilezza e disponibilità del personale».
«Il 2026 – chiude Ricci – deve rappresentare un punto decisivo, avviando un processo di miglioramento continuo, necessario per un servizio tanto delicato quanto importante per centinaia di famiglie».

















