di Silvana Rossiello
La prima prova è andata. Con l’ansia inevitabile dell’inizio, qualche sorpresa davanti alle tracce e, alla fine, il sollievo di chi ha superato il primo vero passaggio della Maturità. Questa mattina anche gli studenti bitontini hanno affrontato lo scritto di Italiano, uguale per tutti gli indirizzi, e all’uscita dal liceo scientifico “Galileo Galilei” e dal liceo classico “Carmine Sylos” il clima era quello di chi ha ancora addosso la tensione, ma può già tirare il primo respiro.
Sette le tracce proposte dal Ministero: due analisi del testo, tre testi argomentativi e due riflessioni di attualità. Tra gli autori, Cesare Pavese con “Passerò per Piazza di Spagna” per la tipologia A1 e Vitaliano Brancati con “I piaceri” per la A2. Per la tipologia B, spazio al discorso di Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente, alla comunicazione scientifica di Piero Bianucci e al tema dei confini a partire da Frank Furedi. Per la tipologia C, invece, gli studenti hanno potuto scegliere tra una riflessione sulla meraviglia, da un articolo di Wenke Husmann, e una sulla fatica, da “Alzarsi all’alba” di Mario Calabresi.
Al “Galilei” c’è chi ha puntato sull’analisi del testo. «Ho scelto la traccia A1, su Pavese», racconta una studentessa. Una scelta dettata anche dall’abitudine: «In generale faccio sempre analisi del testo, non mi piace molto fare temi sull’attualità, mi sento più sicura». Pavese, però, non era tra gli autori più attesi. «Mi aspettavo più Ungaretti o Montale, quindi non mi ero preparata più di tanto. Però alla fine è stata abbastanza facile, fattibile». Il pensiero è già alla seconda prova: «Domani sono abbastanza preparata, anche perché è matematica, materia di indirizzo per noi. Mi aspetto vada bene».
Altri studenti hanno scelto la tipologia C. Una ragazza dell’indirizzo audiovisivo multimediale ha lavorato sulla C2, dedicata alla fatica: «Trattava della società moderna, di una certa carenza di volontà di fare. Io l’ho collegata agli inetti di Svevo». Per lei la prova è andata bene, anche se «le tracce non erano semplici». Ora l’attende una seconda prova diversa da quella dei liceali: «Io ho audiovisivo, dura tre giorni. Mi aspetto una prova più complicata di questa».
Molto scelta anche la C1, centrata sulla meraviglia e sull’immaginazione. «Parlava di come l’immaginazione cambia nel tempo e di come l’autrice vorrebbe tornare bambina, per ritrovare l’immaginazione della figlia», spiega un’altra studentessa. Da lì la riflessione sull’immaginazione degli adulti: «Ho sviluppato il testo su quello. Non ho trovato difficoltà, era abbastanza semplice».
All’uscita dal “Sylos”, il racconto è collettivo. «Abbiamo vissuto questa prima prova abbastanza serenamente», dicono alcuni studenti. «Forse perché era un tema di italiano. Alcune tracce erano facili, altre un po’ più difficili, però tutto sommato quasi zero ansia». Non sono mancate le sorprese: «Avevamo sentito pronostici sui possibili autori della traccia A e nessuno era quello esatto». Un altro studente ammette: «All’inizio sono rimasto un po’ spiazzato sulle tracce di letteratura, però dopo aver scelto sono andato abbastanza spedito».
Tra i classicisti c’è chi ha scelto la B1, legata alla Costituzione e al discorso di Saragat all’Assemblea Costituente. «Riguardava l’ottantesimo anniversario della Repubblica, su un discorso recitato nel 1946 all’Assemblea Costituente», racconta uno studente. Un’altra ha preferito la B3, sul rapporto tra generazioni: «Trattava il tema della divisione tra fase adolescenziale e fase adulta, ma anche della sfumatura che si è creata tra queste due fasi della vita». Altri ancora sono tornati sulla C2: «Parlava della fatica del lavoro e di come sia cambiata insieme ai valori nel corso degli anni».
Per chi frequenta il classico, però, il pensiero va subito alla prova di domani. «Sicuramente sarà difficile, perché non sappiamo quali autori possano uscire», spiegano. La speranza è affidarsi non solo alla traduzione, ma anche all’analisi e al commento: «Puntiamo molto di più sull’analisi, sul commento della versione. Speriamo escano autori più facili da tradurre, con periodi meno complessi».
Restano le emozioni della vigilia, quelle che forse pesano più della prova stessa. «Prima di entrare? Molta ansia», dice una studentessa. Ma dopo sei ore di tema, fogli protocollo e dizionario, il primo ostacolo è superato.
















